Home > Articoli e interventi, Cultura

Industria audiovisiva europea, in Comm. Cult dibattito con gli esperti

Ultima sessione di lavori al Parlamento Europeo a Bruxelles prima della pausa estiva. La Commissione Cultura – cui approderanno nelle prossime settimane molti importanti provvedimenti in materia di industrie creative e dell’audiovisivo- ha tenuto un’audizione ricognitiva per cercare di capire i problemi ed i bisogni piu urgenti del settore.

In particolare, nel corso dell’incontro promosso da me insieme ad altre colleghe della Commissione Cult, è stato chiesto a quattro esperti di varia provenienza geografica e di vari settori (cinema, tv, nuovi media e diritto d’autore) di tracciare uno scenario delle evolutioni possibili da qui al 2020.

Il problema menzionato da tutti gli esperti come il piu urgente è stato quello della riforma del copyright e del diritto d’autore, la cui mancata riforma costituisce da anni uno dei maggiori ostacoli alla formazione di campioni europei sul mercato di internet.

L’alto livello (teorico) di protezione offerto da regole nazionali, si scontra purtroppo col problema di una mancata armonizzazione delle politiche di licenza su Internet.

Secondo Erkki Ormala, vice presidente di Nokia, il costo della mancata unificazione del mercato interno europeo è stimato intorno ai 500 miliardi di euro. Costo che oggi si traduce in un vantaggio competitivo per le imprese di tecnologia extraeuropee che invadono l’Europa con licenze globali.

Questa tesi è stata confermata anche dall’esperto in materia audiovisiva, il segretario generale di Eurovisioni, l’italiano Giacomo Mazzone, che ha spiegato come negli ultimi quattro anni imprese come Google e Apple hanno incassato oltre 40 miliardi di euro sul mercato europeo, senza contribuire con un solo centesimo al finanziamento delle opere europee.

In base all’attuale normativa, infatti, solo le imprese televisive e cinematografiche europee e gli Stati della UE contribuiscono al finanziamento attraverso i vari obblighi di legge e i fondi specifici di finanziamento. La spesa su internet o sulla VOD (video on demand) è per ora esentata dall’obbligo di finanziamento.

Nel dibattere quest’anomalia, ho sostenuto in sede di Commissione Cult che spetta al Parlamento Europeo, di concerto con i parlamenti nazionali, di farsi promotore di una iniziatiativa in questo senso, che allarghi la platea dei soggetti che contribuiscono a finanziare l’industria audiovisiva europea, includendo le imprese del mercato internet e della VOD.

Claude Eric Poiroux, segretario di Europa Cinemas, ha insistito sulla necessita di aiutare le PME del settore dell’esercizio cinematografico, che rischiano di perdere il treno della digitalizzazione delle sale, che è per ora appannaggio soprattutto delle multisale dei grandi gruppi multinazionali.

La presidente della Commissione Cultura, Doris Pack, ha concluso i lavori dell’audizione annunciando presto una presa di posizione della Commissione sui numerosi provvedimenti in materia che passeranno presto al suo vaglio: dal rinnovo del programm MEDIA al rilancio di Europeana (biblioteca digitale europea), alla riforma del copyright.

Condividi:

    Scrivi un commento

    ARGOMENTI

    Ufficio di Bruxelles Parlamento Europeo

    Bât. Altiero Spinelli 15G309, Rue Wiertz / Wiertzstraat 60, B-1047
    Bruxelles
    Tel. +32 (0)2 2845514
    Fax +32 (0)2 2849514
    E-mail: silvia.costa@europarl.europa.eu
    Assistente parlamentare: Ambra Sabatelli

    Ufficio di Strasburgo Parlamento Europeo

    Bât. Louise Weiss - T06129 - 1, avenue du Président Robert Schuman, F-67070 Strasbourg
    Tel. +33 (0)3 88 1 75514
    Fax +33 (0)3 88 1 79514
    Ufficio di Roma

    Tel. 06 6793557

    Tel. 06 92916547
    Email: info@silviacosta.it

    Copyright © 2010-2014 Silvia Costa - Powered by PicSrl.it - Collegati