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In memoria di Yaguine e Fodè, morti a 15 anni

 1 ”Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo di venire in aiuto dell’Africa. Aiutateci. In Africa soffriamo problemi enormi e i bambini non hanno diritti. (…) Noi vogliamo studiare e vi chiediamo di aiutarci a studiare affinché i bambini africani possano essere come i vostri bambini”.

Questo era scritto nella lettera che portavano con sé, il 28 luglio del 1999, Yaguine Koita e Fodè Tounkara, due ragazzi di 15 anni della Guinea Conakry,  imbarcati di nascosto nel  vano carrello di un aereo della Sabena diretto a Bruxelles, dove speravano di incontrare gli europarlamentari. Una lettera che non hanno potuto leggere ai “responsabili dell’ Europa”, perché i due ragazzi sono morti assiderati durante il volo.

2A dieci anni dalla loro morte, abbiamo voluto restituire memoria e onore al sacrificio dei due adolescenti africani e, insieme a David Sassoli, a Patrizia Toia e ad altri europarlamentari italiani del PD, abbiamo ricevuto in Parlamento la mamma di Fodè e il padre di Yaguine, arrivati in Belgio per una iniziativa promossa dalla Fondazione dedicata ai loro figli e da una Ong belga. Ci è sembrato moralmente, prima ancora che politicamente, doveroso dedicare simbolicamente a loro il ventesimo anniversario dalla Convenzione internazionale dei diritti dell’ Infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea generale dell’ ONU il 20 novembre 1989 e ratificata da 193 Stati, tra cui la Repubblica di  Guinea.

A distanza di dieci anni, ci siamo chiesti: come è cambiata la condizione dei bambini  nell’ Africa centro-occidentale  e in Guinea? E cosa fa  l’Europa?

3Se si legge il rapporto Unicef 2009, la permanente instabilità politica di alcuni Stati di quella zona del continente, tra cui la Guinea, ha acuito la sofferenza dei bambini e degli adolescenti con lo sfruttamento del lavoro minorile, che spesso si accompagna all’abuso sessuale e all’abbandono della scuola, con i tassi di iscrizione più bassi del mondo.

Eloquenti sono le immagini del documentario “Una lettera dall’Africa” sui bambini di Conakry realizzato da Paolo Bianchini, un sensibile regista romano, insieme alla Associazione Alveare, che intende produrre un film sulla storia di Yaguine e Fodè con il sostegno della Comunità di Sant’Egidio, della Rai e dell’Unicef.

Dal filmato, girato nei luoghi dove vivevano i due ragazzi, una immagine e particolarmente struggente ed evocativa: decine di studenti accoccolati con un libro in mano  accanto alle piste dell’aeroporto di Conakri, l’unico luogo dove c’è la luce e si può studiare. Ho immaginato il sogno lungamente accarezzato dai due ragazzi guineani: partire in volo, con uno di quegli aerei, verso l’Europa, verso la speranza di farsi sentire  perché “a causa della debolezza della nostra forza che soffriamo in Africa, non possiamo che rivolgerci a voi”.

4E i genitori di Yaguine e di Fodè, armati del coraggio dei loro figli, lavorano con la Fondazione ad un progetto che sembra un sogno: portare la luce con  un impianto solare, insieme alla Comunità  di Sant’Egidio, all’Alveare e all’Enea.

Abbiamo detto ai genitori e ai rappresentanti della comunità della diaspora della Guinea venuti in Parlamento, della Risoluzione approvata qualche settimana fa a Strasburgo perche sia rispettato l’impegno dell’attuale presidente Dadis Camara, autore di violente repressioni, a indire al più presto elezioni democratiche e a non ripresentarsi (come gli e stato intimato dalla Unione africana e dall’ECOWAS), perché siano rispettati i diritti, siano sospesi da tutti gli Stati le forniture di armi, perché si avvii un dialogo nazionale  e di organizzare una missione di sostegno europea.

Ma mentre diciamo queste cose e del nostro impegno per sostenere i loro progetti e del Piano dell’azione per l’Africa approvato nel 2008, al vertice della FAO sulla fame nel mondo non sui presenta nemmeno un capo di Governo dei “signori responsabili dell’Europa” , tranne un frettoloso saluto del Governo italiano, in quanto ospite, e non si stanziano fondi ma si spendono solo parole. E il Ventennale della Dichiarazione ONU sui diritti dell’infanzia non ha visto il Parlamento Europeo impegnato a celebrarlo solennemente.

Ma Yaguine e Fodè non possono essere morti invano. E questo, noi Europei, lo dobbiamo garantire.

Silvia Costa

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