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Immigrati: Pd, legislazione bloccata in Italia e Ue da populismo destra

‘Un’iniziativa legislativa in Italia bloccata dagli opportunismi del governo, che tende ad applicare le direttive europee a seconda delle convenienze e un’Unione europea che stenta a riconoscere e rafforzare i diritti degli immigrati nella piena applicazione del Trattato di Lisbona, sotto le spinte contraddittorie e populiste dei governi di centrodestra, dopo la stagione della politica-spettacolo degli sbarchi e dei respingimenti”.

E’ questo il quadro attuale della politica per l’integrazione e l’immigrazione, affidata nel nostro paese al ministero dell’Interno, delineato nell’odierna riunione del Gruppo di coordinamento ”Lisbona”, del Pd, l’organismo di raccordo tra le rappresentanze parlamentari del partito nazionali e europea.

Secondo la Commissione europea, impegnata nella costruzione di un nuovo pacchetto di misure per agevolare l’integrazione, le sfide piu’ urgenti sono il basso livello occupazionale degli immigrati, soprattutto per le donne, l’aumento della disoccupazione e del rischio di esclusione sociale, il gap dei risultati scolastici rispetto alla media, il sentimento comune nell’opinione pubblica di una mancanza di integrazione degli immigrati.

Ma anche nelle strategie di accoglienza della Ue il quadro e’ estremamente confuso. Si tende a sovrapporre la normativa per i richiedenti asilo con la regolazione dei flussi e la lotta all’immigrazione irregolare e a introdurre distinzioni per l’ingresso e il soggiorno dei lavoratori e la libera circolazione di alcune categorie di viaggiatori che finiscono per determinare diritti per il singolo a geometria variabile.

Favorire una politica comune per l’accesso all’istruzione, alla sanita’, al mercato del lavoro di tutti gli immigrati, un riconoscimento rapido delle persone richiedenti l’asilo e sottrarre alla volonta’ dei singoli governi la gestione del trattato di Schengen sono gli obiettivi che i gruppi parlamentari dei Democratici si sono posti di raggiungere nel confronto con il governo nazionale e nell’ambito dei processi di codecisione legislativa in sede Ue.

Alla riunione, presieduta dal vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, hanno partecipato in rappresentanza dei gruppi di Camera e Senato i parlamentari Francesca Marinaro, Roberto Di Giovan Paolo, Silvia Costa e Sessa Amici, che hanno ascoltato le relazioni introduttive di Emilio De Capitani, segretario della Commissione Liberta’ pubbliche del Parlamento europeo e di Fabrizia Panetti, segretaria del gruppo S&D in Commissione. (ASCA)

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