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Il Consiglio approva UE2020, ma i governi rispettino gli impegni

buzek-van rompuy

I deputati hanno discusso i risultati del summit UE della scorsa settimana durante una sessione plenaria straordinaria con il Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Fra i temi principali dibattuti, figurano la strategia UE2020 per migliorare la competitività dell’Europa e la governance economica.

Molti deputati hanno ribadito a Van Rompuy la convinzione che l’unico sistema di governance economica che può effettivamente contribuire alla stabilizzazione dell’Europa è quello con la Commissione europea al comando, con chiari poteri di controllo e di sanzione nei confronti degli Stati membri.
Rispondendo in seguito all’intervento del Presidente del Consiglio europeo, i deputati hanno sottolineato che sono i governi nazionali, e non il Parlamento, a esitare sulla creazione di un sistema europeo di supervisione finanziaria che riduca i rischi di una nuova crisi.
I parlamentari hanno quindi messo in guardia i governi UE sulla necessità di mettere in pratica le buone intenzioni. Una parte dell’Aula ritiene che la Commissione debba essere il cane da guardia che garantisca l’attuazione delle politiche a livello nazionale.

Il Consiglio europeo del 17 giugno a Bruxelles ha approvato la strategia EU2020 per la ripresa e lo sviluppo, ha deciso di raffrozare il Patto di Stabilità e Crescita, ha stabilito di proporre una tassa sulle banche al G20 di Toronto, e un giro di vite sulla regolamentazione finaziaria.

Il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy ha riferito le conclusioni del Summit ai parlamentari: “eurozona o no, siamo tutti interdipendenti economicamente”, ha sottlineato il belga, rassicurando che “le misure di austerità non avranno un effetto deflazionsitico”e auspicando “coordinamento delle politiche nazionali a livello europeo”.

“Fondamenta dell’euro più solide”, ha invocato la vice-presidente del gruppo Popolare Corien Wortmann Kool, chiedendosi come “mettere gli Stati membri nella condizione di rispettare gli impegni presi rispetto alla strategia EU2020″, altrimenti “farà la fine della Strategia di Lisbona”.

Per la socialista svedese Marita Ulvskog si è fatto troppo poco. Non bisognerebbe focalizzarsi su questi temi durante la crisi finanziaria. Bisogna prendere delle decisioni per regolamentare il mercato, che è troppo vulnerabile.

Guy Verhofstadt, leader dell’ALDE, pensa che “gli Stati membri debbano giocare un ruolo primario nella strategia economica della zona euro degli anni a venire. Sarà importante decidere chi controllerà e sanzionerà i paesi quando non rispetteranno le condizioni”. Verhofstadt ritiene che debba essere la Commissione.

La tedesca Rebecca Harms dei Verdi è intervenuta sulla supervisione finanziaria, criticando i paesi membri: “Dopo anni di discussione oggi siamo d’accordo sulla supervisione, ma il Consiglio dice che non possiamo permettere a un corpo di sorveglianza di intervenire. Questo è assurdo”.

Timothy Kirkhope, conservatore britannico, ha dichiarato che “per il bene dell’euro e del futuro economico di tutti i membri UE, i deficit di bilancio devono essere ridotti”. L’inglese ha anche aggiunto che “solo diminuendo il peso del debito pubblico e assicurando bassi tassi di interesse il settore privato sarà in grado di investire, creare lavoro e dare impulso a una nuova crescita”.

Secondo Lothar Bisky, alla testa del gruppo “Sinistra Unita”, “dobbiamo guardare alle fondamenta democratiche della nostra società: “l’UE sta spingendo per l’innalzamento dell’età pensionabile e i tagli al servizio pubblico. Questo vuol dire che ancora una volta, il numero delle persone che vivono in povertà sta aumentando”.

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