- Silvia Costa - http://www.silviacosta.it -

Giovanni Paolo II beato: “Un grande Papa che ha segnato le nostre vite e la storia del mondo”

Roma è tornata ad essere Capitale spirituale del mondo grazie alla beatificazione di Giovanni Paolo II che ha visto oltre un milione di persone di tutte le età, razze, provenienze, invadere pacificamente e gioiosamente la città per “restituire” ad un grande Papa, che ha percorso  tutti i continenti, la sua presenza pastorale e missionaria, per ricongiungersi a questo straordinario uomo, pastore, intellettuale così carismatico e “fisico” che ha attraversato 25x anni di pontificato segnando per sempre non solo le nostre vite personali ma anche il destino dell’Europa e del mondo.

E’ ancora vivo in me il ricordo di quel giorno di ottobre in Via della Conciliazione quando si sentì riecheggiare l’annuncio della sua elezione a Pontefice. Sentendo quel nome così particolare immaginai un Papa nero. Poi la sorpresa altrettanto forte quando scoprii che quel Papa veniva da un paese dell’Est come la Polonia, di cui conoscevamo la grande forza della comunità cristiana, ma certamente anche le difficoltà e tragedie politiche di quel periodo storico.

Di Giovanni Paolo II ho un vivido ricordo degli incontri avuti con lui, a partire dal primo, quando appena eletta in Consiglio comunale a Roma partecipai al tradizionale incontro dei consiglieri comunali con il Papa in occasione del Te Deum nella Chiesa del Gesù, ai piedi del Campidoglio. Rimasi affascinata e molto colpita dalla forza che sprigionava la sua figura, dalla stretta delle sue mani sulla mia, dalla sua curiosità di sapere, di conoscere, di capire come mai quella giovane ragazza davanti a lui, accanto a sua madre, avesse scelto di fare politica. Questa era la sensazione che dava sempre Giovanni Paolo II in chi lo incontrava. Anche in mezzo alla folla non si limitava a vederti, ma cercava di incrociare uno sguardo reale e profondo e di avere con l’interlocutore uno scambio essenziale, anche se veloce.

Altri incontri con Giovanni Paolo II ne ho avuti in fasi diverse della mia vita. Penso al Giubileo dei politici o a quello avuto in occasione di un importante conferenza internazionale sul tema della sanità, quando lui era già sofferente, e la mia sorpresa di essere riconosciuta  e salutata con calore dopo più di vent’anni dal primo incontro.

Di Giovanni Paolo II ricorderò sempre la straordinarietà dei suoi messaggi, della sua forza comunicativa, della sua coerenza, della sua fedeltà ai valori del Vangelo. Ricordo in particolare una sua lettera, nel 1995, inviata alle donne riunite nella Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, a Pechino. Quella volta, molte, anche fra le femministe non credenti dissero che Giovanni Paolo II era stato l’unico capo di governo e l’unico capo spirituale che aveva preso sul serio la conferenza mondiale delle donne e la volontà delle donne di tutto il mondo di trovare le vie per una promozione e un avanzamento della considerazione femminile nel mondo.

Dalle cose scritte da chi lo conosceva bene in Polonia o da autori come Gian Franco Svidercoschi emerge costante la sua volontà di misurarsi con la modernità e la cultura contemporanea e di confrontarsi con gli intellettuali sin da quando era un giovane prete a Cracovia. Ma certamente il dono più grande che Giovanni Paolo II ha fatto alle donne è stata la lettera apostolica sulla dignità e la vocazione della donna “Mulieris Dignitatem”, scritta nel 1988 in occasione dell’Anno Mariano, che io ritengo tra le pagine più straordinarie, anche dal punto di vista letterario e psicologico, scritte da un religioso sul tema della dignità della donna e sul loro ruolo nel mondo. Qui si vedeva la sua affinità con il pensiero del cardinale e filosofo svizzero Hans Urs von Balthasar e con la grande capacità di dialogo che ha avuto con donne particolarmente significative nell’ambito del suo pontificato come Madre Teresa, Madre Tecla e tante altre laiche e religiose che lui ha avuto come interlocutrici privilegiate.

L’emozione per la beatificazione di Giovanni Paolo II, che prima è stata decretata nei cuori di tutti noi e poi dagli atti pontifici, è un’emozione che mi accompagnerà ogni volta  che visiterò la tomba in cui riposa tra i Santi, e che credo accompagnerà chiunque di noi, cattolici impegnati in politica, a confidare nella sua protezione e nel suo luminoso esempio.

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