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Giornata mondiale della Famiglia: “L’Europa dia un segnale: il welfare è un investimento”

Ecco il testo dell’intervento dell’europarlamentare Silvia Costa (S&D) in occasione della conferenza stampa tenutasi in Parlamento europeo nella Giornata Internazionale della Famiglia (15 maggio 2012.

“La famiglia é la cellula fondamentale della societá, e dobbiamo tenerlo a mente in particolare in questo momento, non solo per la crisi che stiamo attraversando ma anche perché il 2012 é l`Anno Europeo per l`Invecchiamento Attivo e la Solidarietá tra le Generazioni.

E` importante quindi che questa giornata sia dedicata al lavoro e alla conciliazione tra lavoro e famiglia, famiglia che sta assumemendo giorno dopo giorno significati e ruoli sempre piú importanti legati ai valori della gratuitá, della cura delle persone non autosufficienti e della capacitá nell`economia di servizi.

Se é vero, come ho detto, che le famiglie stanno ricoprendo un ruolo sempre maggiore, dall`altro lato stanno anche diventando piú deboli. La prima ragione é il trend demografico: la societá sta diventando piú vecchia, e questo conduce all`aumento di persone piú sole e anziane, a tassi di natalitá piú bassi e a una durata della vita maggiore. Un`altra ragione é legata all`aumento delle separazioni e dei divorzi.

Ecco, ad esempio, alcuni dati dall`Italia: dal 2000 il numero di separazioni é aumentato di quasi il 17% e quello di divorzi quasi del 45%; nel 2008, le separazioni sono state piú di 84 mila e i divorzi piú di 54 mila. Per quanto riguarda in particolare i divorzi, se in Italia se ne verifica quasi uno su mille abitanti, in altri paesi, come per esempio il Belgio, la Lituania e la Repubblica Ceca, questa cifra raggiunge tre o piú divorzi su mille abitanti.

Le statistiche dicono che in 15 anni il numero di nonni supererá quello dei nipoti, e che nel 2060 un terzo della popolazione europea avrá piú di 65 anni. Il COFACE (la Confederazione delle Organizzazioni delle Famiglie dell`Unione Europea) ha individuato una nuova categoria di donne, le cosiddette “donne-sandwich”, donne cioé “compresse” tra due generazioni, che si prendono cura dei bambini e nello stesso tempo dei genitori non indipendenti.

Credo che sia estremamente importante, nel 18esimo anniversario della Giornata Internazionale delle Famiglie, e in particolare in questo Anno Europeo, che l`Unione Europea promuova alcune iniziative:

 

1. La prevenzione dei conflitti familiari

La prevenzione a mezzo mediazione é ormai necessaria, specialmente dopo la Direttiva del 2008, che rende obbligatoria la mediazione in diverse circostanze, come quella delle controversie commerciali e civili, e che potrebbe riguardare anche alcuni aspetti della mediazione familiare.

Il Consiglio d`Europa ha giá raccomandato la mediazione per le materie familiari nel 1998. Lo scorso anno in Italia la Direttiva é stata recepita e ha esteso la mediazione ad altri campi, come la separazione dei beni in seguito al divorzio.

Sarebbe ora importante che il mediatore familiare fosse definito come una professione, specialmente dopo che in Ottobre 2004 é stato approvato il Codice di condotta per i mediatori dagli esperti europei.

 

2. I diritto sociali e di cittadinanza delle famiglie europee, minacciati dalla crisi economica

Save the Children ha in questi giorni dichiarato che un bambino su quattro in Italia vive in povertá. In altri paesi i numeri sono molto piú alti, come per esempio in Grecia, Portogallo e Spagna.

I dati sulla povertá dei bambini dicono che i bambini con un solo genitore sono in cima alle classifiche di povertá, seguiti dai figli di famiglie molto numerose e di giovani coppie.

Questo dato é legato alle condizioni personali dei genitori, specialmente dei genitori privi di un impiego e delle persone provenienti dal Sud Italia o migranti.

Queste cifre sono state rese pubbliche in occasione di una nuova campagna per i bambini lanciata da Save the Children in Italia, che riguarda i diritti a rischio dei minori. Save the Children propone quattro tipi di intervento: 1. riduzione fiscale; 2. servizi di supporto per i genitori; 3. misure per le donne e la conciliazione di lavoro e famiglia; 4. valutazione d`impatto delle nuove legislazioni sui minori.

Abbiamo bisogno di mandare un forte segnale agli Stati membri, dobbiamo enfatizzare e sottolineare che il welfare non é solo un costo ma é soprattutto un investimento: il welfare familiare produce relazioni, autonomia, sostenibilitá e indipendenza.

Potrebbe essere utile che negli Stati membri dove i fondi strutturali non sono ancora stati utilizzati per intero, le quote non ancora attribuite siano indirizzate al welfare, alla gioventú e all`impiego femminile, in particolare per i servizi di riconciliazione.

 

3. Riconciliazione di lavoro e famiglia

E` dimostrato che per riconciliare famiglia e lavoro abbiamo bisogno di un mix di misure: una differente organizzazione del lavoro, orari flessibili, servizi supportati dalle ONG, assistenza domiciliare per le persone non indipendenti (che costano meno dei ricoveri ospedalieri), congedo di maternitá e paternitá, servizi family friendly erogati dalle imprese.

Purtroppo sappiamo che da due anni la Direttiva sul congedo di maternitá é ancora ferma in Consiglio, dopo l`approvazione della prima lettura in Parlamento Europeo nel 2010. Sappiamo anche che ci sono dei problemi legati alla durata del congedo, alla retribuzione e alla paternitá.

Infine, potrebbe essere utile anche un portare avanti una riflessione sull`armonizzazione del trattamento fiscale delle famiglie”.

Silvia Costa

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