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Formare nuove competenze per un turismo sostenibile in Europa

Le europarlamentari italiane del PD Silvia Costa e Debora Serracchiani hanno ospitato nella sede del Parlamento europeo un incontro sul tema “Formare nuove competenze per un turismo sostenibile e competitivo in Europa”. All’appuntamento hanno partecipato il vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, i vice presidenti del Parlamento europeo Chrysoula Paliadeli e Brian Simpson, e rappresentanti del Consiglio d’Europa e di Stati membri, fra i quali Francia, Lussemburgo e Italia. Presenti anche l’Associazione europea dei Comuni della Via Francigena, l’Associazione di camminatori  e network europei (Istituto europeo degli Itinerari culturali, AEVF, NescTour). Nel corso dei lavori è stato presentato lo studio sull’impatto degli Itinerari culturali europei sulla competitività e l’innovazione delle PMI promosso dal Consiglio D’Europa e dalla Commissione europea.

“La congiuntura economica, ancora grave, ha fatto sì che la cultura in Europa sia stata oggetto di tagli  in molti, non tutti, i Paesi membri- ha affermato  Silvia Costa  -. Ne è nata, in vari Paesi tra cui l’Italia, una forte reazione ma anche una nuova consapevolezza,suffragata da analisi e ricerche,  che evidenziano il ruolo della  del patrimonio culturale e paesaggistico, materiale e immateriale, per  la crescita economica e la tenuta sociale dei paesi membri e per il rafforzamento della identità e della competitività europea nella sfida globale. Ne prendiamo spunto per promuovere la cultura in Europa come uno dei fari della Strategia 2020. Siamo ancora la prima destinazione turistica mondiale, anche se stiamo perdendo terreno e dobbiamo far crescere la nostra competitività verso l’Asia”.

Nelle conclusioni, Silvia Costa ha sottolineato il forte avanzamento che gli Itinerari culturali hanno segnato nell’ultimo anno, in attiva  e leale collaborazione tra Consiglio d’Europa, Commissione e Parlamento, a significare che Turismo, Cultura, Politiche di coesione, ma anche  Agricoltura e Industria, partecipano insieme e condividono l’obiettivo. Si tratta di una situazione in divenire, nella quale il ruolo di Regioni, Comuni e dell’ associazionismo è determinante.

Negli anni gli Itinerari culturali hanno superato un atteggiamento geloso e localistico, grazie ad una logica di filiera. Ci si sta interrogando, in sedi opportunamente create, su come fare rete, ad esempio, con le comunità rurali, e la Francia ci ha dato un esempio interessante.

“Negli ultimi due anni – ha continuato Silvia Costa  – ho fatto ogni sforzo, come parlamentare europea, per rilanciare tutte le componenti insite nei programmi culturali, da quelle economiche e quelli sociali, dando spazio, visibilità e riconoscibilità a ciascuno dei protagonisti. La Commissione è stata attenta e dialogica. Ora serve un marchio unico, marketing e professionalità manageriali, come lo studio ci ha dimostrato. Il modello di governance elaborato dalla Regione Toscana per la Via Francigena è un buon esempio per le regioni. In applicazione all’Accordo parziale, recentemente sottoscritto, è necessario completare gli organi dirigenti, come l’Advisory Forum, con maggior apertura all’associazionismo e alle università e con l’attenzione alle PMI, con soggetti profit e non profit, molto motivati. Le politiche trasversali – ha concluso l’europarlamentare – sono le migliori per cercare sostegno agli itinerari culturali. Probabilmente nel budget 2012 della Cultura solo i programmi di mobilità, come Erasmus, potranno avere incremento. Per gli Itinerari dobbiamo fare un’alleanza tra le Commissioni Regi, Impresa, Trasporti, Cultura, con politiche orizzontali di sviluppo, all’interno dei programmi esistenti. Per il 2014-2020, si dovrà tener conto dell’8 programma quadro Ricerca, Agenda digitale, Fondi strutturali, le opportunità legate alla cooperazione con i paesi della sponda sud del mediterraneo, l’innovazione, lo sviluppo regionale”.

“Il PE è coinvolto: ha varato un bando per un’azione preparatoria, nel budget 2012 abbiamo riproposto una azione preparatoria in materia di turismo  sostenibile. Partiamo da dati bassi, nel bilancio dell’UE la Cultura è lo 0,3 del bilancio, anche se con altri fondi che la riguardano si tocca il 6%: dobbiamo crescere”.

“La UE ha varato recentemente  il label dei siti europei, che non va confuso con  gli itinerari culturali. Contiene però criteri di valutazione, che implicano responsabilità al mantenimento e promozione dei requisiti di accesso. Forse  – ha concluso Silvia Costa – si potrebbe fare lo stesso tra gli itinerari, che sono molto difformi e non sempre attivi nel costante rilancio. Fare una catalogazione? Un altro input: forse c’è bisogno di un portavoce per ciascun itinerario, o almeno di un board, per essere in grado di avere una rappresentanza che si interfacci con il coordinamento degli itinerari affidato all´Istituto del Lussemburgo”.

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