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Festival di Roma, Costa: “No a riduzione budget per la cultura”

A poco più di un mese dalla presentazione della sua relazione in Parlamento Europeo e chiusi i termini per gli emendamenti, Silvia Costa (PD/S&D) fa il punto su Europa Creativa, il programma che include misure e stanziamenti per i settori culturali, creativo e media per il settennio 2014-2020 e che andrà al voto in Parlamento Europeo il prossimo 18 dicembre. Subito dopo, partirà la fase cosiddetta del “trilogo” con la Commissione e il Consiglio Europeo, con l’obiettivo di licenziare il testo in tempo utile per rendere il programma operativo già all’inizio del 2014.

«In parallelo – sottolinea l’eurodeputata PD – si gioca la partita dei finanziamenti, per il momento  quella generale, che tocca tutti i programmi multiannuali, e poi quella sullo spacchettamento tra i vari programmi. Gli incontri di questi giorni tra i premier Cameron e Monti, qui a Roma, hanno dato un’idea della distanza tra le posizioni dei paesi membri. È stata prefigurata una riduzione del 10% del budget, che comporterebbe esiti molto gravi e contro la quale il Parlamento si sta battendo».

 

Nella proposta della Commissione, condivisa dalla relatrice, la novità più importante riguarda invece proprio l’incremento del budget, accresciuto di oltre un terzo (+37%), che Costa commenta così: «Nonostante si tratti ancora di risorse troppo contenute, 1,8 miliardi di euro per il settennio, il budget attribuito a Europa Creativa costituisce una delle poche voci in crescita della programmazione 2014-2020 rispetto al settennio precedente, a testimonianza della fiducia che l’UE ripone nella capacità di “traino” dei settori creativo, culturale e audiovisivo su altri aspetti dell’economia e della convivenza europea. Essi – prosegue Costa – sono essenziali prima di tutto per la crescita umana e sociale dei cittadini europei e al tempo stesso costituiscono una realtà economica rilevante per il PIL, del quale rappresentano una quota che oscilla tra il 4% e il 7%, e per l’occupazione di qualità».

 

Sul settore audiovisivo, Costa evidenzia: «Nel 2011 il solo comparto audiovisivo italiano, secondo una ricerca presentata da 100 autori in questo giorni, è valso 2 miliardi di euro. In questo senso, ritengo importante anche la scelta della Commissione di aprire il programma all’intero comparto culturale e creativo, che include appunto l’audiovisivo, in una logica più integrata e dinamica. Ma integrazione non deve significare non riconoscimento delle specificità e delle esigenze particolari di ciascun settore: per questa ragione ho proposto che Europa Creativa sia istituita come programma quadro, costituito da due programmi indipendenti (Cultura e MEDIA) integrati da un capitolo transettoriale».

Secondo quanto previsto dal programma, 900 milioni sono destinati a Media, 500 a Cultura e 280 alle politiche transettoriali e transnazionali, di cui 210 milioni destinati dell’istituzione di un fondo di garanzia europeo per le piccole e medie imprese e per i progetti di innovazione culturali, creativi e audiovisivi. «Si tratta di uno strumento di grande valore che non sostituisce ma integra le altre opportunità di accesso ai fondi europei, favorendo, tra l’altro, lo sviluppo dell’interlocuzione tra le istituzioni finanziarie nazionali e il settore creativo», dichiara l’europarlamentare.

 

Centrale, per Silvia Costa, è l’integrazione dei fondi stanziati per Europa Creativa con altri programmi Ue e altre linee di finanziamento comunitarie, che prevedono budget più ampi, come le politiche di coesione, l’Agenda digitale, le risorse previste da Horizon 2020 per ricerca e innovazione e il programma sull’educazione e il lifelong learning, rispetto alle quali, commenta Costa, «cultura e creatività rappresentano una dimensione trasversale».

 

L’eurodeputata S&D chiede inoltre che venga definita all’interno del Regolamento la ripartizione percentuale delle risorse in almeno il 55% per Media, almeno il 30% per Cultura e al massimo il 15% per l’ambito transettoriale e che con l’utilizzo di tali risorse venga incoraggiata la circolazione delle opere e delle persone attraverso, tra l’altro, il sostegno alle traduzioni, al doppiaggio e alla traduzione e sottotitolazione per i diversi comparti,  e un più forte riconoscimento del ruolo e della professionalità degli artisti, «in particolare – sottolinea Silvia Costa  - per le donne e per i giovani, ai fini della mobilità e dello sviluppo internazionale delle loro carriere».

 

Silvia Costa ha quindi concluso il suo intervento con un appello al Governo italiano: «L’Italia è l’unico degli stati membri donatori attivi (ovvero che danno alla UE più di quanto ricevano) a non chiedere il taglio dei programmi multiannuali; al Governo italiano chiedo però di impegnarsi per creare le premesse di una maggiore partecipazione del sistema culturale e creativo italiano al nuovo programma».

 

«E’ necessario – ha spiegato Costa – che l’Italia pensi ad una diversa governance che coordini (dentro uno stesso Dicastero o una loro forte integrazione) il comparto cultura, cinema, audiovisivo, PIM culturali e creative, con un front office più strategico e meno dispersivo o parcellizzato; che si continui con decisione a far si che tutte le Regioni mettano in condizione le sale, di fronte alla sfida dello switch off digitale, di ottenere entro i prossimi sei mesi risorse per la digitalizzazione, con particolare riguardo a quelle dei piccoli centri, dei centri storici e di qualità, superando l’attuale rischio della chiusura di circa il 15% delle sale italiane ed europee. E di partecipare come Ministero al tavolo dell’Agenda digitale italiana; che si metta in condizione la produzione indipendente di partecipare al Programma MEDIA per la diffusione e circolazione delle coproduzioni con le tv, approvando il decreto già predisposto per regolamentare la proprietà dei diritti da parte delle Televisioni (tempi e ambiti); che il dialogo positivamente avviato con il sistema bancario, creditizio e l’ABI perché si crei interesse a partecipare ai bandi europei, previsti a partire dal 2014, per la ricerca degli intermediari finanziari nazionali che potranno utilizzare il Fondo di garanzia europeo di assistenza ai prestiti a favore delle PIM culturali e creative».

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