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Europee: Silvia Costa, non mi ricandido Europarlamentare, su copyright battaglia di civilta’

 

(ANSA) – ROMA, 11 aprile – “Non mi ricandido alle Europee ma non abbandonerò il campo, continuerò a lavorare con voi”. Lo ha detto Silvia Costa, intervenendo alla presentazione a Roma del Rapporto “Cinema e Audiovisivo: l’impatto per l’occupazione e la crescita in Italia”, prima ricerca condotta del Centro Studi di Confindustria per Anica, che ha riunito in platea i maggiori operatori del settore. “Il presidente del Consiglio ha detto cose molto condivisibili – ha aggiunto parlando del sistema audiovisivo – ma resta il fatto che e’ necessario ci sia un ecosistema digitale europeo equilibrato. Abbiamo fatto una battaglia dura sul copyright, che per me e’ stata una battaglia di civilta’ e di giustizia, perche’ il lavoro creativo sia pagato il giusto, pero’ tra gli otto Paesi che si sono opposti c’e’ il nostro Paese. Spero ci sia un ripensamento”

Il suo intervento:

Mi congratulo con ANICA, il Presidente Rutelli, Francesca Medolago e i ricercatori del centro Studi di Confindustria per il taglio della ricerca, che senza ombre legge il mondo dell’audiovisivo nel contesto economico nazionale e internazionale e lo confronta con gli altri comparti industriali, adottandone indicatori e linguaggi, perimetro e posizionamento e confrontandosi con i cambiamenti di mercato e tecnologici che lo hanno modificato profondamente, nella forma anticiclica dei primi anni della crisi economica e successivamente nello sconvolgimento apportato dall’entrata dirompente delle piattaforme digitali , con retrocessione di posizioni del comparto AV nell’economia italiana e dell’Italia nel mercato mondiale dell’AV.

Questa chiara scelta di politica industriale è molto consonante col sentire europeo, che ha tra le sue competenza la competitività e la crescita, inclusi gli aspetti occupazionali, e dunque sollecita tutti i settori culturali e creativi – di cui riconosce il contributo al PIL ( CCSs: 4,5% GDP UE)  e all’occupazione ( AV: 8 milioni di jobs in UE), promuovendone lo sviluppo -, spingendoli all’adozione di standard econometrici e dati statistici comparabili. È questo uno dei quattro punti di maggior debolezza dei settori culturali e creativi, a cui l’Unione europea ha risposto con il programma Europa creativa, di cui sono relatrice.

Come Presidente della Commissione Cultura del Parlamento europeo, negli ultimi dieci anni ho speso tutte le mie energie per far prevalere una visione duale, che promuovesse , attraverso le politiche europee per la cultura, un equilibrio tra le ragioni dell’economia e quelle della cultura e della creatività, nelle implicazioni importantissime di espressione artistica, promozione umana, identità, coesione sociale, salute, sviluppo dei territori, relazione con i paesi terzi : dunque ho apprezzato con qualche sollievo le slides finali ,34 e 35, che rendono ragione di un contesto assai più complesso della sola dimensione industriale. E tuttavia la ricerca ANICA mette il dito proprio dove meno siamo preparati, offrendo dati molto coerenti con le priorità che la Unione persegue.

A titolo di esempio cito la slide riguardante il numero di occupati giovani e donne, che nel settore audiovisivo sono meglio rappresentati che in ogni altro comparto industriale italiano ( i giovani under  30 sono il 25% degli occupati nella produzione AV italiana e le donne sono il 39% della forza lavoro, a fronte di una media nazionale del 36%) , o il determinante apporto della leva fiscale e del credito agevolato. Il nuovo MEDIA avrà una linea dedicata alle donne impegnate professionalmente e l’intero Europa creativa includerà tra gli indicatori di valutazione del programma il numero di donne operanti in posizione apicale. Idem per i giovani.

E merita riflessione il fatto che siano in Paesi europei- anche se l’Italia ha perso qualche posizione- a presentare un valore aggiunto settoriale dell’AV pro capite decisamente superiore a quello non solo di Cina e India, ma anche degli Stati Uniti. Il MOL superiore al 20% indica un settore ben redditivo e attraente e la produttività del lavoro superiore del 20% alla media europea segnala l’Italia come paese molto competitivo nel quale produrre audiovisivo.

L’Europa ha dunque fatto bene a scegliere i settori cultura e  creativo, e in particolare l’AV, come aree di particolare significato strategico, investendo con continuità e con metodo, attraverso un programma dedicato, molto fedele e ormai consolidato

Da 27 anni , attraverso il programma MEDIA, che dal 2014 fa parte di Europa creativa,  la UE sostiene il settore AV europeo , intervenendo in forma sussidiaria e complementare a quella degli stati membri ad affrontare i punti deboli del nostro sistema:

frammentato, e dunque sostegno alle coproduzioni

squilibrato tra sovraproduzione  (1676 film prodotti in UE nel 2017 a fronte degli 821 USA)  e distribuzione,  quando solo il 15% dei film UE esce dal Paese d’origine-  e dunque Europa cinemas, sostegno ai Festival ,

con pubblico da riconquistare e rinnovare- dunque linee di audience development e engagement, e di formazione sovranazionale degli operatori

troppo piccolo per presentarsi in forze nei mercati mondiali- e dunque linee di sostegno per l’accesso ai mercati e la promozione

sottocapitalizzato– e dunque fondo di garanzia sui prestiti nel Piano Junker, con buone performances ( 2° su 169 e rilanciato nel 2021-2027 in INVEST EU, dotato di 40 B€ che dovrebbero muoverne 650.

Ogni anno MEDIA sostiene circa 2.000 progetti europei, di cui film 420, serie TV 55, videogames 30, reti di cinema 1300, formazione, 70 iniziative, 2200 operatori coinvolti

In totale, in 27 anni, MEDIA ha investito quasi 3 miliardi di

Nel nuovo Europa creativa 2021-2027 le linee di intervento sono state confermate e rafforzate, con forte accento sulla relazione con i paesi terzi, anche con reti di formazione e aggiornamento, ma soprattutto cresce l’investimento che , se sarà accolta la posizione del PE, raddoppierà gli importi, dagli attuali 820 milioni di € a circa 1.600.

Ma, poiché parliamo di politiche industriali, altrettanto rilevanti pe il settore Av sono le delibere assunte dalla UE , alcune recentissime, nel campo di:

-Direttiva AVMS ( vedi Giacomo)

Copyright ( idem)

E nell’implementazione delle policies che trovano budget nel Quadro finanziario multiannuale 21-27 riguardanti:

COSME e Imprese culturali e creative

Sviluppo regionale ( prevista la cultura  e le imprese innovative nei cinque obiettivi prioritari), sugli hubs innovativi e creativi, il ruolo dell’AV nella promozione del turismo/ politiche di coesione, tanto ben supportate dalle nostre Film Commission, in URBACT, aree interne, costiere,

INTERREG

ERASMUS , Le competenze , quelle tradizionali da non perdere e innovare col digitale, quelle ex novo- ricordo che la Regione Lazio è stata la prima a dotarsi di un repertorio dei profili professionali del cinema e AV per poterlo affiancare nell’innovazione. Suggerisco di rilanciare le filiera delle professioni e arti e mestieri con interventi mirati, che trocvano sponda in Erasmus

-propongo che ANICA si ponga alla testa delle associazioni imprenditoriali europee di settore per promuovere Erasmus Placement, il nuovo Erasmus Pro per la mobilità di apprendistato e per giovani imprenditori.

 

 

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