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Europeana, una indispensabile biblioteca virtuale

europeanaSapevi che puoi consultare libri, immagini, giornali, cartoline, mappe, capolavori provenienti da tutta Europa in un semplice click? La biblioteca online www.europeana.eu è un grande progetto, ma c’è qualche ostacolo, soprattutto perché le regole sul copyright non sono le stesse in tutti i Paesi europei. Ne discute la plenaria oggi pomeriggio, relazione al voto domani.

Lanciata il 20 novembre 2008, Europeana è la più grande collezione di opere letterarie, documenti, giornali, immagini, video…provenienti da biblioteche, musei, librerie online e istituti culturali di tutta Europa. Accessibile per tutti in un solo click, ha il merito incalcolabile di preservare il patrimonio culturale europeo per le generazioni future.
6 milioni di documenti

Ma come tutti i progetti più ambiziosi, anche Europeana incontra qualche difficoltà. I Paesi dell’UE che dovrebbero digitalizzare e condividere il loro patrimonio culturale vanno a rilento: “è preoccupante che solo il 5% di tutti i libri europei online sono su Europeana”, ha avvertito la Commissione europea. L’Italia, nonostante il ricco patrimonio, non si distingue per zelo nella condivisione delle opere: solo l’1,2% del contenuto della libreria digitale proviene dal Bel Paese.

A un anno e mezzo dal lancio dell’iniziativa, il sito raccoglie 6 milioni di documenti. Molti, ma ancora lontano dall’obiettivo prefissato entro il 2010: 10 milioni di opere online.
“Accesso al patrimonio culturale”

La relazione del Parlamento, che verrà discussa stasera a Strasburgo e votata domani 20 aprile, auspica che il sito contenga “maggiori e migliori informazioni” nel “rispetto e la tutela degli autori”. E raccomanda una più ampia diffusione dell’iniziativa presso il grande pubblico. I parlamentari chiedono a Commissione e governi UE di scongiurare “un gap di sapere fra UE e Stati Uniti,e assicurare l’accesso di tutti i cittadini europei al loro patrimonio culturale”.

Ma resta il problema del copyright: il patchwork di 27 sistemi nazionali diversi non aiuta lo sviluppo del progetto. Nella relazione del Parlamento, viene toccato anche il problema delle “opere orfane”, quelle per cui è difficile stabilire la paternità e dunque attribuire correttamente i diritti d’autore.

‘Il giusto riconoscimento agli autori’

La verde tedesca Helga Trüpel, responsabile della relazione, crede che il punto sia trovare “il modo di incoraggiare gli Stati membri a investire di più sulla digitalizzazione. E tutelare i diritti degli autori”. L’obiettivo è stabilire “un equilibrio fra la possibilità di mettere le opere a disposizione di tutti e attribuire il giusto riconoscimento agli autori. Google ha scannerizzato un sacco di libri protetti da copyright e li ha messi online, ma poi molti autori l’hanno citato in giudizio. Noi dobbiamo evitarlo.”
‘Difendere il progetto pubblico’

“Forse Europeana non sarà mai ricca come Google Books, perché non sarà finanziata con la pubblicità – continua la Trüpel – “ma dal punto di vista politico per noi è importantissimo mostrare che esiste un’altra possibilità: il finanziamento pubblico. Se vogliamo difendere il nostro modello di Europa sociale e la nostra diversità culturale, Europeana è indispensabile”.

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