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Europarlamentari a Formello sulla Via Francigena

Vi ripropongo questo articolo firmato da Adriano Bonanni e pubblicato su vignaclarablog.it.

Grande interesse, sabato 1 ottobre, per la Passeggiata Francigena a Formello, alla quale ha partecipato una rappresentanza di parlamentari europei guidati da Silvia Costa, promotrice dell’evento e infaticabile valorizzatrice e sostenitrice del patrimonio culturale ad essa legato. Sullo sfondo dello storico borgo medievale di Formello un folto gruppo di partecipanti ha seguito un percorso guidato all’interno delle bellezze storico-artistiche del luogo.

La storia della Via Francigena è legata al viaggio che il vescovo Sigerico compì nel 990 da Canterbury a Roma, dove si recò per cogliere il Pallio (paramento liturgico ancora in uso ai nostri giorni) da Papa Giovanni XV. Di quel viaggio, durato 79 giorni e lungo 1600 chilometri, Sigerico tenne un diario in cui descrisse con dovizia di particolari le 79 tappe che ne segnarono il cammino.

Da allora, seppur con qualche variante, il percorso di Sigerico venne seguito da pellegrini e viaggiatori che da tutta Europa si recavano a Roma. La sua riscoperta in epoca recente risale agli anni ‘70 del ‘900, in parallelo alla riscoperta di un altro importante cammino, quello di Compostela.

A partire da quegli anni si è avviata una lunga opera di rivalutazione, con interventi tesi alla valorizzazione e al recupero del tracciato originario (anche se in certi casi il moderno sviluppo urbano ne ha reso necessaria la modifica in favore di tratti e strade meno trafficate).

Oggi la Via Francigena va affermandosi come uno dei cammini a sfondo religioso e turistico più conosciuti ed apprezzati, tanto che nel 2004 è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”, mentre intorno ad essa molte regioni europee e italiane (tra cui spicca il Lazio) stanno investendo sempre maggiori risorse, segno tangibile del crescente interesse che da più parti si manifesta nei confronti di questo grande patrimonio.

Per questo la delegazione di eurodeputati guidati da Silvia Costa ha organizzato una due giorni dedicata alla Francigena che ha avuto inizio venerdì 30 settembre a Viterbo ed è proseguita sabato 1 ottobre a Formello e Monte Mario con tappa finale a Roma presso Palazzo Valentini, dove si è svolta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del consigliere provinciale e delegato alla Via Francigena Vincenzo Carpenella.

A Formello è stata molta la curiosità intorno a questa giornata. Già di prima mattina erano molti i curiosi in attesa di iniziare il breve percorso guidato attraverso l’antico centro storico, percorso che si è avvalso delle innovative guide multimediali del gruppo Urban Experience. Tra i presenti, il Sindaco Giacomo Sandri e l’Assessore all’Urbanistica Sergio Celestino.

“Quello della Francigena è un progetto su cui stiamo lavorando da anni – dichiara a VignaClaraBlog.it il Sindaco Giacomo Sandri – e grazie a un finanziamento regionale siamo riusciti a mettere in sicurezza il tratto della Francigena che ci compete. Nel frattempo abbiamo messo in campo altri progetti, come la riapertura di Palazzo Chigi che ospiterà un Centro informativo proprio sulla Via Francigena. Questo rende l’impegno che Formello sta mettendo in atto per accogliere al meglio i pellegrini. È un piacere ospitare oggi gli europarlamentari perché possano così vedere in prima persona il nostro lavoro in questo senso”.

Per l’Assessore Celestino “quella di oggi voleva essere una dimostrazione di cosa può essere fatto sull’intera Francigena, e quindi su tutto un sistema, con due interventi fondamentali che sono la messa in rete e l’innovazione tecnologica. Questa è stata una piccola ma significativa dimostrazione del fatto che le due cose, tradizione e innovazione, possano convivere senza problemi”.

Protagonista di questa due giorni l’europarlamentare Slvia Costa, che ha spiegato a VignaClaraBlog.it il significato dell’iniziativa.

“Sono convinta – ha dichiarato Silvia Costa – che sia l’Italia che l’Europa debbano puntare su alcune questioni fondamentali: riaffermare l’identità europea che valorizza le differenze culturali ma che crea allo stesso tempo un senso di appartenenza e una capacità di dialogo religioso che questi itinerari rappresentano in maniera efficiente. In secondo luogo territorio, cultura e ambiente devono essere la miccia per un nuovo sviluppo che veda gli amministratori locali individuare le peculiarità del loro territorio per attrarre un turismo non di massa, ma di qualità.

“Purtroppo in Italia – continua la Costa – la situazione è più difficile se paragonata al contesto europeo. Io facevo parte, nella Regione Lazio, della Giunta precedente che aveva stanziato dieci milioni di euro da destinare ai comuni per mettere in sicurezza la Via Francigena. Oggi con la nuova Giunta sono sorte delle difficoltà che a livello europeo non si sono avute: è una contraddizione tutta italiana che consiste nel possedere un patrimonio culturale ampio come nessun altro paese ma non abbastanza valorizzato.
Con queste passeggiate, e unitamente alle conferenze che organizziamo periodicamente, tendiamo a tenere vivo il filo di questo discorso che riguarda tutti i comuni, e a ricordare che siamo in presenza di un progetto europeo che prevede di unire competenze diverse come turismo, agricoltura, cultura e industria per migliorare e cercare di rendere più sicuro per i pellegrini il percorso della Via Francigena, che è al contempo il punto di partenza per raggiungere obiettivi più ampi.”

“La tappa successiva dopo Formello prevede una sosta a Monte Mario, dove sono situati gli ultimi ‘900 metri della Via Francigena che devono essere messi in sicurezza perché nello stato attuale rappresentano una minaccia per i pellegrini. A Palazzo Valentini – conclude Silvia Costa – solleciterò un interevento di messa in sicurezza di questo ultimo tratto di Francigena. Ma ci sono anche altre carenze. Le faccio un esempio elementare: la casa del pellegrino che il sabato pomeriggio è chiusa. Allora perché non fare un progetto di servizio civile che si occupi di questo aspetto? Sono meccanismi che altrove hanno funzionato”.

Insomma, il progetto di rivalutazione, promozione e messa in sicurezza della Via Francigena è enorme e impressionante quanto i 1600 chilometri che la compongono. Soprattutto, riuscire a coinvolgere il groviglio di Regioni, Provincie e Comuni in questo disegno così ambizioso sembra costituire la parte più difficile.
Ma questa giornata a Formello ha dimostrato che con l’impegno, l’entusiasmo e la volontà di sentirsi parte di un progetto comune si possono superare anche difficoltà che sulla carta sembrano insormontabili.

Adriano Bonanni

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