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Europa e donne in tv, bene la Commissione di vigilanza Rai

simbolo_raiEsprimo grande soddisfazione per l’approvazione in Commissione di vigilanza Rai degli emendamenti al contratto di servizio Rai sull’Europa che insieme a David Sassoli, Andrea Cozzolino e Gianluca Susta, avevamo sottoposto al presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli ed anche per l’approvazione dell’emendamento che consentirà spazi d’informazione nei quali offrire un’immagine delle donne realistica e ben diversa da quella normalmente comunicata in televisione.

Secondo quanto esitato dalla Commissione di vigilanza, nell’ultima seduta, l’offerta prevede ora spazi d’informazione istituzionale e parlamentare “non solo nazionale ma anche europea, sulle attività e il funzionamento dell’Unione europea, programmi e rubriche di servizio incentrate sui bisogni della collettività in cui saranno valorizzate le opportunità europee, programmi legati ai temi del lavoro, ai bisogni della collettività, all’ambiente e alla qualità della vita, alla normativa e alle opportunità comunitarie, ed inoltre spazi di approfondimento della cultura e della storia europea“.

Tutto ciò, secondo quanto prevede il nuovo contratto di servizio Rai che ora dovrà passare al vaglio del Parlamento, diversificando l’offerta anche per fasce d’età, rivolgendosi quindi a bambini, ragazzi e giovani con un approccio adeguato.

Il contratto di servizio Rai è l’atto formale con cui il Governo, sentito il Parlamento, assegna al servizio pubblico televisivo, in forza della convenzione, i compiti e i diritti/doveri da garantire nell’informazione e nella programmazione.  E’ in definitiva lo strumento per consentire ai cittadini italiani di essere informati su decisioni che incidono sulla loro vita ed è per questo che abbiamo dato corpo a questa iniziativa del tutto inedita e cioè di parlamentari europei che, esprimendo in Europa una rappresentanza diretta degli elettori e in forza dei nuovi principi di collaborazione istituzionale contemplati dal Trattato di Lisbona, interloquiscono con il Parlamento italiano affinché il servizio pubblico offra più informazioni, programmi di approfondimento e notizie sulle istituzioni comunitarie e la cultura europea.

Il Trattato di Lisbona prevede infatti un collegamento più serrato tra i Parlamenti nazionali e quello europeo ed il nodo dell’informazione sull’attività delle istituzioni europee attribuisce nuove responsabilità ai servizi pubblici radio-tv degli Stati membri.

Ma sono molto soddisfatta anche per l’approvazione da parte della Commissione di vigilanza Rai, in sede di contratto di servizio, dell’emendamento che prevede trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia, valorizzandone le opportunità, l’impegno ed i successi conseguiti nei diversi settori, in adempimento ai principi costituzionali. Il prevedere questi nuovi spazi è un successo per tutte le donne italiane.

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