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Europa Creativa: stakeholder a confronto su programma e bilancio 2021-2027

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Un settore strategico come quello della cultura ha bisogno di un budget adeguato per “sfruttare” al meglio la ricchezza del nostro patrimonio e rafforzare la competitività dell’industria culturale e audiovisiva. Ripartire dalla cultura è l’obiettivo di Europa Creativa – il programma faro per la cultura, il settore creativo e audiovisivo nell’Unione europea – che procede spedito verso il nuovo piano finanziario 2021-2027. Dopo la proposta di bilancio della Commissione europea (nella quale si prevede un aumento delle risorse da 1,46 a 1,85 miliardi di euro) ora la palla passa al Parlamento e al Consiglio Ue. Martedì 19 giugno l’eurodeputata Silvia Costa presenterà la “nuova” Europa Creativa in commissione Cultura del Parlamento europeo, ma prima ha chiamato a raccolta i vari interlocutori e stakeholder per presentare il programma e soprattutto raccogliere proposte e criticità dalle parti interessate. Una riunione – svoltasi il 15 giugno a Roma – che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo i protagonisti del settore per avviare un dialogo strutturato sulle decisioni da assumere nel settore cultura nel settennio 2021-2027.

BUDGET NON ADEGUATO

Partendo da alcune premesse importanti (dal summit sociale di Göteborg, che rilancia la cultura come pilastro europeo, all’Anno del patrimonio culturale), Costa spiega le novità, ma anche le criticità del programma, e richiama l’attenzione su “un problema che si chiama tempo”. L’obiettivo, infatti, è di chiudere entro aprile 2019 – e cioè prima delle prossime elezioni europee – l’attuazione del programma per avviare l’iter e consentire una rapida adozione. Il primo nodo affrontato durante la riunione è quello delle risorse: “Europa Creativa ha sofferto e, diciamocelo, continuerà a soffrire ancora di un budget che non è adeguato, vista l’importanza di un settore strategico come quello della cultura, del patrimonio culturale, dell’audiovisivo, del digitale”, sottolinea l’eurodeputata, relatrice del programma in commissione Cultura del Parlamento europeo.

UNA NUOVA “ALLEANZA” PER IL SETTORE CULTURA

E se la sfida delle risorse non è stata ancora vinta, c’è una “alleanza” su cui puntare nei prossimi anni. Si tratta della sinergia che vede le istituzioni europee fare sistema per la cultura: “Una novità di governance che vorremmo preservare”, spiega Costa ricordando anche la recente adozione da parte della Commissione europea della nuova Agenda per la Cultura, da cui nascerà un Piano per il settore. Una interconnessione che coinvolge più di dieci DG della Commissione europea e che permette di “trovare” la cultura anche in altri programmi europei. Un esempio tra tutti, Horizon Europe che, con una dotazione proposta di 100 miliardi, inserisce tra le azioni di intervento anche quella relativa al patrimonio culturale. Tornando a Europa Creativa, sono molte le richieste del Parlamento europeo recepite dalla proposta di bilancio che l’eurodeputata ricorda: prima di tutto il programma mantiene la sua autonomia e le sezioni Cultura, Media e Transettoriale sono ancora insieme. Il budget, inoltre, cresce – come più volte aveva chiesto Silvia Costa – anche se solo del 27%; il fondo di garanzia viene finanziato su InvestEU, il programma che riunirà in un unico programma i finanziamenti dell’UE in forma di prestiti e di garanzie; c’è un mainstreaming forte con altri programmi, per effetto dell’esperienza dell’Anno europeo del patrimonio culturale e sono state stabilizzati due progetti di successo: European Film Ascademy e l’EUYO.

IL CONFRONTO CON GLI STAKEHOLDER

Tante le idee, gli spunti e le criticità emerse nel dibattito con gli attori del settore. C’è chi ha sottolineato le “difficoltà burocratiche” e i “tempi stretti tra la pubblicazione di una call e la scadenza dei bandi” e chi, per quanto riguarda il settore cinema, ha chiesto di “aumentare l’informazione per i ragazzi che vogliono partecipare a queste iniziative”. Per altri invece “non si parla mai della relazione tra il patrimonio culturale e i fruitori, il pubblico e il territorio, ovvero non si parla delle policy europee della gestione, che vanno ridisegnate anche nell’ambito della Convenzione di Faro”.

Anche dal settore musica sono emerse criticità, e in particolare è stata sottolineata la necessità di portare avanti “un data mapping, dal momento che non si hanno dati su cosa muove la musica in Europa”. C’è poi chi ha lanciato la proposta di “affiancare alla Capitale europea della cultura un Festival europeo della cultura” e chi ha auspicato che il “turismo culturale sia ben specificato”.

SEZIONE CULTURA

Le priorità della sezione Cultura del programma Europa Creativa saranno perseguite attraverso azioni orizzontali, settoriali e specifiche. Le azioni orizzontali sono: progetti di cooperazione; reti europee di organizzazioni culturali e creative di paesi diversi; piattaforme culturali e creative paneuropee; mobilità degli artisti e degli operatori culturali e creativi; sostegno alle organizzazioni culturali e creative per operare a livello internazionale; sviluppo, cooperazione e attuazione programmatici nel campo della cultura, anche attraverso la fornitura di dati e lo scambio delle migliori pratiche o di progetti pilota. Le azioni settoriali, invece, sono: sostegno al settore della musica; sostegno al settore librario ed editoriale; sostegno ai settori dell’architettura e del patrimonio culturale; sostegno ad altri settori (design, moda, turismo culturale). Le azioni specifiche volte a rendere visibili e tangibili la diversità culturale e il patrimonio culturale europei e ad alimentare il dialogo interculturale sono il programma delle Capitali europee della cultura; il marchio del patrimonio europeo; i premi culturali dell’UE; le Giornate europee del patrimonio; il sostegno alle istituzioni culturali europee che mirano a offrire ai cittadini europei un servizio culturale diretto con un’ampia copertura geografica.

SEZIONE MEDIA

Le priorità della sezione Media del programma terranno conto delle differenze tra i diversi paesi per quanto riguarda la produzione e la distribuzione dei contenuti audiovisivi e l’accesso a questi ultimi, come pure delle dimensioni e delle peculiarità dei rispettivi mercati. Queste priorità saranno perseguite mediante diverse azioni, tra cui lo sviluppo di opere audiovisive; la produzione di contenuti televisivi e narrazioni seriali innovativi; sviluppo di strumenti pubblicitari e di marketing; attività di formazione e affiancamento; reti di festival europei; misure specifiche per contribuire a una partecipazione di genere più equilibrata nel settore audiovisivo; scambio transnazionale di esperienze e competenze, attività di apprendimento tra pari e creazione di reti tra il settore audiovisivo e i responsabili politici.

SEZIONE TRANSETTORIALE

Le priorità della sezione Transettoriale del programma saranno perseguite, in particolare, attraverso le azioni di cooperazione programmatica e sensibilizzazione, laboratorio per l’innovazione creativa, punti di contatto e attività trasversali a sostegno del settore dei mezzi di informazione. Tra gli obiettivi ci sono sostenere le azioni che mirano a promuovere la cooperazione programmatica transnazionale e l’elaborazione di politiche relative al ruolo che gioca l’inclusione sociale attraverso la cultura; lo sviluppo programmatico, lo scambio transnazionale di esperienze e competenze; attività di analisi transettoriali; miglioramento della conoscenza del programma e dei temi di cui si occupa. E ancora: incoraggiare nuove forme di creazione al crocevia fra diversi settori culturali e creativi, ad esempio utilizzando tecnologie innovative; sostenere la Commissione nel garantire una comunicazione e una diffusione appropriate dei risultati del programma tra i cittadini; promuovere l’alfabetizzazione mediatica per consentire ai cittadini di sviluppare un’interpretazione critica dei media.

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(AgCult)

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