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Silvia Costa: “Europa Creativa” passo decisivo per la costruzione di un’UE fondata su un progetto culturale e politico, oltre che economico e finanziario

inizio dibattito in seduta plenaria su europa creativa 18 novembre 2013Ecco il testo dell’intervento dell’europarlamentare Silvia Costa (PD/S&D), relatrice della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa, in apertura del dibattito tenutosi nel corso della seduta plenaria del Parlamento europeo del 18 novembre 2013.

 

Il nuovo programma Europa Creativa, nel testo modificato dal Parlamento e alla luce di un lungo negoziato con la Commissione e il Consiglio,  apre una nuova fase nelle politiche europee, rivolta a tutelare e valorizzare la diversità culturale e linguistica e a promuovere il patrimonio culturale, materiale e immateriale, e insieme a rendere più competitiva l’industria culturale e audiovisiva europea.

Un equilibrio tra i due aspetti fortemente voluto dal Parlamento, in nome della natura duale della cultura ,  che è valore intrinseco ma anche un  comparto economico, senza cui la crescita non sarà né intelligente, né inclusiva né sostenibile.

All’indomani della crisi economica più severa del dopoguerra, la cultura, la creatività insieme all’educazione e alla ricerca diventano finalmente centrali nella programmazione  2014/20.

In Europa Creativa trovano piena legittimità le imprese culturali e creative, oggetto del libro verde del 2011, come motori di innovazione e di occupazione qualificata, specie giovanile. Oltre 1 milione di imprese, 6 mln di addetti per una quota del PIL europeo tra il 5 e il 7 per cento.

La sfida del passaggio al digitale, che ha modificato l’intera catena produttiva, distributiva e di fruizione, dal design all’audiovisivo, vi è pienamente riconosciuta.

Il focus del programma si allarga dal soggetto ideatore alla catena del valore che va dallo sviluppo dell’opera fino alla sua promozione e circuitazione internazionale, tenendo d’occhio il pubblico, quei cittadini europei che la recente ricerca di Eurobarometro indica come crescentemente distanti dalla fruizione e dalla pratica di prodotti e servizi culturali, e non solo per costrizioni di carattere economico.

I settori che negli ultimi vent’anni hanno trovato efficace sostegno in tre distinti programmi europei, MEDIA, con MEDIA Mundus  e Cultura, sono raccolti in un unico programma ma, grazie al lavoro del Parlamento, mantengono autonomia di brand, budget e misure specifiche, pur accogliendo lo strand transettoriale  in cui abbiamo meglio definito il nuovo strumento finanziario di garanzia , affidato al FEI, che  affiancherà i grants e sosterrà i prestiti degli istituti finanziari nazionali sulla base di portfolios  specificamente individuati per questi settori, incoraggiando maggiore disponibilità e competenze del sistema creditizio europeo.

Le sfide che i settori della cultura, della creatività e dell’audiovisivo, devono affrontare sono comuni ai 14 settori inclusi in Europa creativa: la frammentazione del mercato, la sottocapitalizzazione, la mancanza di dati comparabili, la digitalizzazione, lo sviluppo del pubblico.

Europa creativa contribuisce ad affrontare questi nodi e avvia soluzioni, alla luce di un valore aggiunto europeo che rafforzi le imprese culturali e creative e allarghi la mobilità e le opportunità dei nostri  artisti, creativi, operatori e delle loro opere.

Con 1 miliardo e 462 milioni di Euro, il Programma segna  con  +9%  una crescita reale di budget, certo inferiore a quanto inizialmente assegnato, ma sempre di segno positivo. Ma a questi fondi dobbiamo aggiungere le risorse che, grazie al Parlamento, potranno andare al patrimonio culturale e alla creatività dalle politiche di coesione e da Horizon 2020, a conferma che la cultura non è solo un settore ma una risorsa trasversale.

Intendo sottolineare alcuni aspetti:

  1. l’apertura dell’intero programma alla partecipazione di Paesi della area  di libero scambio e del vicinato, nonché ai PT sulla base di accordi bilaterali con risorse aggiuntive consentirà davvero la creazione di networks, piattaforme e apertura di mercati e di dialogo molto promettenti
  2. accanto al sostegno al cinema e all’audiovisivo e a tutto  il multimediale, per lo sviluppo, la distribuzione, la vendita, la promozione, le coproduzioni, saranno sostenuti anche fondi internazionali di coproduzione nonché opere prodotte dalle tv in collaborazione  con produttori indipendenti, specie documentari, programmi per ragazzi e animazione.
  3. nella Cultura è prevista un’attenzione particolare al non profit
  4. per rafforzare la circolazione europea delle opere saranno sostenute piattaforme e network, mentre particolare attenzione viene riservata all’educazione audiovisiva, anche attraverso cineteche e videoteche, al dialogo interculturale, alla acquisizione degli skills per operatori  e all’accesso di giovani e gruppi sottorappresentati
  5. abbiamo rafforzato al governance con i desk europa creativa e il loro cofinanziamento

 

In conclusione ringrazio i colleghi shadow, e ricordo il caro collega Bisky e i relatori dei pareri Gonz, Matera e Tikau, che con il confronto e le loro proposte hanno contribuito al mio lavoro, che ha visto un voto quasi unanime nella commissione cultura.

Ringrazio anche la Commissione e le Presidenze irlandese e lituana per il buon lavoro svolto insieme.

Con questo Programma, Unione Europea e Stati Membri si impegnano per la costruzione di una nuova Europa fondata su un progetto culturale e politico, oltre che economico e finanziario.

 

Silvia Costa

 

 

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