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Europa Creativa, presentata in Commissione Cultura la relazione di Silvia Costa

Con la presentazione della relazione di Silvia Costa (PD), si apre oggi in Commissione Cultura il confronto sul programma Europa Creativa, che include misure e stanziamenti per i settori culturali, creativo e media per il settennio 2014 -2020. La novità più rilevante riguarda l’incremento del budget, accresciuto di oltre un terzo.

«I settori creativo, culturale e audiovisivo – afferma Costa – sono essenziali prima di tutto per la crescita umana e sociale dei cittadini europei e costituiscono al tempo stesso una realtà economica rilevante per il PIL e l’occupazione. È questo un punto di forza per la nostra identità europea plurale e per la nostra competitività nel mondo. Nonostante per Europa Creativa siano risorse troppo contenute, 1,8 miliardi di euro per il settennio, si tratta di una delle poche voci in crescita rispetto al settennio precedente, a testimonianza della fiducia che l’UE ripone nella capacità di “traino” dei settori creativo, culturale e audiovisivo su altri aspetti dell’economia e della convivenza europea».

L’eurodeputata PD illustrerà al Parlamento il documento che integra e modifica la proposta della Commissione, esito di un lungo lavoro di ascolto degli stakeholders italiani ed europei del settore.

Ecco, in sintesi, alcune tra le principali proposte avanzate dall’europarlamentare PD.

Innanzitutto, il mantenimento dei marchi Cultura e Media all’interno del programma con autonomia di budget e obiettivi e priorità specifici.

Silvia Costa accoglie come un segnale positivo ma chiede che sia meglio definito il nuovo capitolo transettoriale, che comprende politiche transnazionali e un nuovo strumento finanziario di garanzia dei prestiti alle PMI e ai progetti in campo creativo e culturale.

Centrale, per Silvia Costa, è l’integrazione dei fondi stanziati per Europa Creativa con altre linee di finanziamento comunitarie, che prevedono budget più ampi, come le politiche di coesione, l’Agenda digitale, le risorse previste da Horizon 2020 per ricerca e innovazione e il programma sull’educazione e il lifelong learning, rispetto alle quali, commenta Costa, «Cultura e creatività rappresentano una dimensione trasversale».

L’eurodeputata PD chiede inoltre che venga definita all’interno del Regolamento la ripartizione percentuale delle risorse in almeno il 55% per Media, almeno il 30% per Cultura e al massimo il 15% per l’ambito transettoriale e che con l’utilizzo di tali risorse venga incoraggiata la circolazione delle opere e delle persone attraverso, tra l’altro, il sostegno alle traduzioni, al doppiaggio e alla sottotitolazione, un più forte raccordo tra cultura, turismo e ricerca e il riconoscimento del ruolo e della professionalità degli artisti, «e in particolare – sottolinea Silvia Costa  - delle donne e dei giovani».

Sul fronte della governance e dei modelli di business, Costa propone cambiamenti alla formulazione della Commissione a favore del  sostegno alle Agenzie nazionali, all’integrazione pubblico-privato e allo sviluppo di nuovi modelli di organizzazione che incidano efficacemente sui meccanismi di produzione e di distribuzione delle opere.

In materia di innovazione, Silvia Costa propone misure più esplicite a favore della conversione delle sale al digitale e del superamento dei rischi connessi allo switch off preannunciato dalle major, e sostiene l’implementazione di nuovo sistemi distributivi, come quello satellitare. L’eurodeputata PD si dice inoltre favorevole alla creazione di una  piattaforma online europea di offerta legale di opere audiovisive che garantisca maggiore accessibilità per il pubblico e adeguata remunerazione per opere e autori.

Non mancano, nella proposta di Silvia Costa, indicazioni sulla competitività dell’Europa nel mercato culturale e creativo globale: l’eurodeputata propone che la presenza sui mercati stranieri sia rafforzata, che le coproduzioni e le iniziative connesse con MEDIA, in particolare quelle finora afferenti a MEDIA MUNDUS, siano accessibili con diverso regime ai Paesi dell’area di vicinato e, su base bilaterale, ad altri paesi individuati nei programmi annuali, rivolgendo particolare attenzione all’area BRIC.

«Non può esserci competitività né crescita – commenta la relatrice di Europa Creativa –  se non inaugurando una nuova stagione delle politiche pubbliche nazionali ed europee in ambito culturale. Lavorando in questa direzione, cultura e creatività potrebbero essere il fronte comune su cui gli Stati Membri, e l’Italia prima di tutti, si impegnano nell’immediato futuro per la costruzione di una nuova Europa fondata su un progetto culturale e politico, oltre che economico e finanziario».

 

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