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Europa Creativa, lo stato dell’arte in commissione Cultura

Cari amici, vi scrivo da Brussels per aggiornarvi sui lavori della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, riunitasi ieri e oggi, nella quale abbiamo approvato e discusso importanti questioni.

 

In questa sede, è stata avviata la discussione generale sul programma presentato dalla Commissione Europea Europa Creativa 2014-2020 di cui, come sapete, sono relatore.

 

Anche alla luce dei numerosi confronti e audizioni avuti su questo tema, ho illustrato in un documento sintetico la mia proposta, le cui premesse sono le seguenti:

 

1. L´apprezzamento per la volontà della Commissione di incrementare il budget di Europa Creativa del 37% rispetto ai due programmi Cultura e Media (2007-2014) ancora in corso, nonché di rafforzare gli obiettivi di cooperazione e circolazione transnazionale delle opere e degli operatori culturali, artistici, creativi e industriali. Ugualmente condivisibile è l´inserimento delle ICC nel programma e ldentificazione della sfida digitale come nuovo paradigma della produzione e della fruizione culturale e audiovisiva.

Altrettanto positiva è la previsione di un nuovo strumento finanziario di prestito, assistito dalla garanzia europee, che integra sovvenzioni e contributi.

 

2. La necessità di rendere effettiva la dimensione orizzontale della cultura rispetto a tutte le politiche comunitarie, reinserendo gli aspetti culturali  nel programma Horizon 2020 sulla ricerca, nonché gli investimenti nella cultura nella Politica di Coesione (Fondi Strutturali) e nell´Agenda Digitale.

 

3. L´andamento anticiclico del comparto culturale e audiovisivo, che attualmente rappresenta circa il 4,5% del PIL e occupa 6 milioni di addetti, e ha visto finora in crescita i dati sul consumo (anche relativi ad alcuni specifici sottosettori, come l´editoria), sulla produzione di contenuti multimediali nonché sull´occupazione – prevalentemente di qualità – e un alto indice di innovazione tecnologica. Va segnalato che negli ultimi mesi, soprattutto in alcuni paesi, la crisi economica ha prodotto una contrazione degli investimenti pubblici e privati anche per effetto della riduzione degli introiti pubblicitari.

Inoltre, per il cinema, l´accelerazione dei processi di digitalizzazione della distribuzione rischia di tagliare fuori dal mercato una quota significativa di sale a schermo singolo, perlopiù situate nei piccoli e medi centri e spesso più attente alla programmazione europea e di qualità.

 

4. Il regolamento proposto dalla Commissione è stato oggetto di un accordo parziale approvato a maggio dal Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza danese, che ha introdotto alcune modifiche interessanti.

Oggi, in Commissione, si è tenuta un´audizione del Ministro alla Cultura e all´Istruzione cipriota Demosthenous che mi ha rassicurato sulla volontà di trovare un´intesa positiva col Parlamento, che, ricordo, è colegislatore dei programmi multiannuali. Alla nuova presidenza ho chiesto di dare precisi segnali di considerare una priorità, durante il turno di presidenza, i finanziamenti per l´istruzione, la cultura e la ricerca. Ho apprezzato l´intenzione manifestata dal Ministro di inviare una lettera a tutti i ministri dell´economia degli Stati Membri affinché non riducano i finanziamenti europei destinati a questi settori.

 

 

Espresse queste premesse, ho individuato come prioritari:

 

 

- l´opportunità di inserire la parola “cultura” nel titolo del programma

 

- la centralità della cultura nonché la sua natura duale, ovvero come valore immateriale e sociale da un lato, ed economico dall´altro

 

- la distinzione del programma Cultura e Industrie Culturali Creative dal programma Media, specificando budget e azioni distinte, pur all´interno del framework legale “Europa Creativa”, e mantenendo come strand la sezione intersettoriale.

Questo anche in considerazione del fatto che il settore audiovisivo è più orientato al mercato e alla competitività, in ragione della sua componente industriale, mentre lo è meno il settore culturale, molto eterogeneo al suo interno. L´integrazione delle industrie culturali e creative nel programma Cultura, infatti, comporta il riferimento a 12 diversi settori, che vanno dalle biblioteche e gli archivi all´architettura,  al design, al´artigianato artistico. A questi, propongo di aggiungere la moda

 

- la grande opportunità rappresentata dalla sfida digitale e dalla multimedialità e l´identificazione, nel programma Media, del cinema e dell´audiovisivo come prodotti autonomi legati al sistema industriale specifico e chiaramente distinti dagli strumenti di promozione cross-mediale di progetti culturali appartenenti ad altri settori

 

- l´inclusione tra le basi legali del programma, accanto al rispetto della diversità culturale e linguistica, del riferimento preciso alla tutela e alla promozione del patrimonio culturale tangibile e intangibile e al dialogo interculturale

 

- l´impatto degli investimenti culturali nello sviluppo locale e territoriale e nei contesti urbani e il conseguente ruolo chiave delle autorità locali, regionali e nazionali – nonché delle associazioni e delle organizzazioni –  nello sviluppare e promuovere la cultura, l´innovazione artistica e le industrie creative

 

- l´importanza dell´alfabetizzazione nei settori culturale, digitale, mediatico e del film e la possibilità di accesso alla formazione per tutti i cittadini dell´Unione, con particolare riguardo ai professionisti del comparto anche incoraggiando il rapporto con le università e le istituzioni culturali

 

- il potenziamento della definizione e del ruolo degli artisti, anche attraverso programmi di training e di mobilità e di scambi tra istituzioni culturali

 

- la più chiara specificazione, all´interno del quadro proposto, dello status delle microimprese, delle organizzazioni non profit e delle istituzioni culturali pubbliche operanti nel settore

 

- l´indicazione esplicita, anche a seguito della cancellazione del programma Media Mundus, del sostegno specifico a progetti di cooperazione con PT in ambito culturale e audiovisivo, con riferimento alle modalità di interazione con i Paesi Terzi

 

- la definizione nell´ambito del regolamento della ripartizione del budget tra i tre diversi ambiti e una più specifica individuazione delle azioni che saranno oggetto di bandi

 

- maggiore chiarezza riguardo alle disposizioni relative allo strumento finanziario rivolto al settore proposto dalla Commissione, con particolare riferimento alla selezione bilanciata dei progetti in portfolio e al miglioramento della capacità delle istituzioni finanziarie di valutare i progetti culturali e creativi

 

- la previsione, tra gli strumenti di monitoraggio e valutazione, di indicatori qualitativi di misurazione dell´impatto della cultura

 

- la necessità di prevedere, in luogo della procedura consultiva prevista dalla Commissione, che l´implementazione del Programma nei sette anni sia sottoposta al vaglio del Parlamento attraverso atti delegati sugli obiettivi, le azioni previste, i risultati attesi  e i criteri di valutazione.

 

- la semplificazione del Programma, preservando criteri di informazione e trasparenza

 

 

 

Nella stessa direzione di valorizzazione e di integrazione della cultura come dimensione orizzontale delle altre politiche e programmi comunitari vanno gli emendamenti, approvati oggi in Commissione Cultura, che ho proposto al testo dei regolamenti che istituiscono e implementano il programma pluriennali 2014-2020 sulla ricerca, Horizon 2020.

Giá in Commissione Regi sono stati approvati gli emendamenti della politica di coesione che ho proposto insieme ai colleghi del Pd.

 

Per quanto riguarda Horizon 2020, mi sono concentrata soprattutto su quegli spazi di manovra che la redazione legislativa lasciava alla reintroduzione del tema culturale.

In sintesi, ho proposto di:

- considerare nei progetti di ricerca sulle cause delle malattie e delle buone condizioni di salute, anche l`impatto che sulle stesse hanno le condizioni sociali e culturali e l`attività creativa quotidiana

- rafforzare il ruolo della ricerca umanistica, restituendole la centralità che ricopre nel potenziamento dell`inclusione sociale e del dialogo interculturale, anche con progetti di ricerca espressamente dedicati agli studi comparativisti e/o dedicati all`analisi delle diversità linguistiche e antropologiche, e mirati all`approfondimento della conoscenza reciproca tra popolazioni mediante il dialogo

- riportare la politica di salvaguardia del patrimonio culturale tangibile e intangibile, e in generale tutta la politica culturale, nell`ambito della attività finanziate in modo coordinato con il programma di ricerca

- rimettere la cultura al cuore di quel processo di innovazione sociale potentemente attivato oggi dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie internet

 

Per quanto riguarda gli emendamenti ai testi legislativi della politica di coesione, sono intervenuta, congiuntamente coi colleghi Pd, sia sul testo del quadro strategico generale che su quello specifico per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Nel primo caso, ho proposto di reintrodurre il patrimonio culturale e la tutela della diversità culturale tra gli obiettivi tematici della politica di coesione; nel secondo, oltre a riprendere le medesime provisioni, ho sollecitato la promozione dell`imprenditorialità nel settore culturale e creativo, e il turismo legato al medesimo.

 

Ancora in materia di politiche di coesione, sottolineo inoltre che sono passati alcuni emendamenti al parere redatto dalla Commissione Cultura sul regolamento del Fondo Sociale Europeo.

Anche in questo caso, lo scopo é di ribadire con forza la necessità di poter utilizzare i fondi strutturali a fini di promozione e salvaguardia del patrimonio e della diversità culturale. In questo caso, ho voluto però battere anche sul tasto dell`incoraggiamento della partecipazione degli enti e degli amministratori locali, e tornare di nuovo sulle tematiche consuete dell´opportunità che soprattutto a livello regionale e locale la cultura può rappresentare per l´economia, anche quella sociale, e per l`imprenditorialità, specialmente legata alla piccola impresa.

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