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Eurodeputati chiedono registro per lobbisti e gruppi di interesse

Più di 1700 sono le associazioni accreditate come gruppi di interesse in seno al Parlamento, ben 3900 quelle alla Commissione. Già nel 2008 il Parlamento aveva chiesto di creare un registro comune. Martedì prossimo, nella plenaria di Strasburgo, si discuterà il rapporto che il Presidente della commissione Affari costituzionali, il democristiano italiano Carlo Casini, ha redatto sul tema. Se approvato, il cosiddetto “Registro-trasparenza” sarà on-line a partire da giugno.

 

Il rapporto della commissione Affari costituzionali, che sarà discusso il 10 e votato l’11 maggio, fa seguito ad un accordo interistituzionale sulla creazione di uno spazio “comune” per la registrazione e il monitoraggio di lobbisti e altri gruppi di interesse di Parlamento e Commissione.

 

In linea di principio la registrazione non è obbligatoria, ma in pratica lo diventerà perché, per ottenere accesso al Parlamento, sarà necessario iscriversi. Il progetto di risoluzione, inoltre, accoglie con favore l’impegno del Consiglio a partecipare presto al registro comune.

 

Un gruppo di lavoro del Parlamento, presieduto dal presidente Buzek, sta nel frattempo lavorando al rafforzamento dei codici di condotta per lobbisti e parlamentari europei.

 

I punti chiave

Se le proposte del rapporto, approvato all’unanimità dalla commissione per gli affari costituzionali, riceveranno un voto favorevole, sarà creato un registro unificato delle diverse istituzioni europee.

 

Ciò migliorerà la trasparenza, e chiarirà la distinzione tra gruppi di interesse speciale e rappresentanti della società civile o delle autorità pubbliche.

 

La registrazione comune faciliterà anche le procedure, e unificherà le vecchie denominazioni di “Registro dei rappresentanti di interesse” e “Lista dei lobbisti accreditati”, precedentemente utilizzate da Parlamento e Commissione, sotto il nome di “Registro per la trasparenza”.

 

Nel rapporto si chiede anche che sia istituito un sistema di registrazione di tutti gli incontri tra i gruppi di interesse e i deputati, avvenuti durante l’iter legislativo; e che essi siano dichiarati nella parte introduttiva del rapporto o della raccomandazione in questione.

 

Il registro dovrà fornire informazioni sul numero dei soggetti coinvolti nelle attività a cui si fa riferimento, sulle risorse UE ricevute dal dichiarante, e stabilirà procedure per reclami e sanzioni.

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