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Emergenza sbarchi: Parlamento europeo solidale con l’Italia

I deputati ritengono che FRONTEX non possa essere il solo strumento per aiutare l’isola italiana di Lampedusa a far fronte agli eccezionali flussi migratori, e chiedono urgentemente al Consiglio di predisporre un Piano d’azione per il reinsediamento dei rifugiati e di applicare la clausola di solidarietà fra Stati membri. Questa posizione, insieme alla richiesta di misure per favorire l’occupazione nelle zone di provenienza e di transito degli emigranti, è stata approvata martedì dal PE.

Come possono l’Italia o Malta far fronte da sole all’arrivo di migliaia d’immigrati illegali che fuggono da una crisi umanitaria nell’Africa settentrionale? “FRONTEX non può essere lo strumento principale” d’intervento, sostengono i deputati, che chiedono al Consiglio di “sostenere il reinsediamento dei rifugiati”, attivando cosi la clausola di solidarietà, anche sulla base delle norme “per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati”.
Si tratta dunque della richiesta di attivare l’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’UE, che cita il principio di solidarietà e condivisione degli sforzi fra tutti gli Stati membri per politiche inerenti l’immigrazione, incluse le implicazioni finanziarie, il controllo delle frontiere e le procedure d’asilo.
La risoluzione preparata dall’italiano Fiorello Provera (EFD) è stata approvata per alzata di mano. Provera, durante il dibattito, ha detto: “Nessun paese può far fronte da solo a un’emergenza di queste dimensioni; (…) mi auguro che l’Europa possa concretamente adoperarsi” e mobilitare risorse per aiutare l’Italia.
Accordo UE/Libia
I deputati deplorano che “l’unica opzione disponibile” sia stata la sospensione dell’accordo di cooperazione UE-Libia, ritenendo che tale sospensione avrebbe dovuto essere revocata quando il nuovo governo di transizione ha espresso l’intenzione di “promuovere i diritti democratici e umani alla base dell’accordo stesso”.
Accordi di questo tipo dovrebbero essere firmati con gli altri paesi vicini, propongono inoltre i deputati, per facilitare cosi la creazione di un sistema di gestione dei flussi di persone in cerca di lavoro anche nei paesi di transito come la Libia e aumentare la capacità di tali paesi di attrarre e integrare al loro interno gli immigrati provenienti dai loro confini meridionali.
“Una risposta rapida nel fornire assistenza e sostegno ai migranti in difficoltà” è un’altra proposta degli eurodeputati che chiedono che il bilancio multi-annuale UE dal 2013 in poi preveda dei fondi di emergenza per aiutare chi si trova in situazioni particolarmente difficili, come donne, minori, ma anche minoranze minacciate come le comunità religiose, etniche e LGBTT, e per sostenere i difensori dei diritti umani in difficoltà.
Unica soluzione al lungo termine: creare occupazione
L’unica soluzione efficace a lungo termine per prevenire migrazioni di massa provenienti da regioni instabili è creare lavoro e migliorare le condizioni di vita nei paesi d’origine e di transito. La politica estera UE dovrebbe affiancare in tal senso le politiche sull’immigrazione, chiedono i deputati, proponendo che i fondi comunitari siano utilizzati con questo obiettivo.
D’altro canto, gli eurodeputati chiedono l’imposizione di sanzioni ai paesi che non rispettano gli obblighi di governance e i diritti umani nell’ambito degli accordi commerciali, cosi come una simile clausola di condizionalità potrebbe essere utilizzata negli accordi di assistenza umanitaria e sviluppo.

 

 

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