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Dossier Immigrazione Caritas 2010, sono 5 milioni i “nuovi italiani”

dossier caritasIn Italia ad inizio 2010 soggiornavano regolarmente 4 milioni e 919 mila immigrati (un immigrato ogni 12 residenti e 684 mila in più delle statistiche Istat): una realtà dinamica, in crescita rispetto al panorama europeo di circa 3 milioni di unità nel decennio e di quasi un milione nell’ultimo biennio.

Sono alcuni numeri del dossier Caritas sull’immigrazione in Italia nel 2010, presentato ieri a Roma. Secondo lo studio, giunto alla ventesima edizione, la collettività romena è la più numerosa (con poco meno di 1 milione di presenze), seguono albanesi e marocchini (circa mezzo milione di presenze), mentre cinesi e ucraini sono quasi 200 mila. Gli europei sono la metà del totale, gli africani poco meno di un quinto e gli asiatici un sesto, mentre gli americani incidono per un decimo.

Diversi gruppi nazionali privilegiano le città, come i filippini, i peruviani e gli ecuadoriani; altri, come gli indiani, i marocchini o gli albanesi, preferiscono i comuni non capoluoghi. L’insediamento è prevalente nel Nord e nel Centro Italia, ma anche il Meridione è coinvolto nel fenomeno, rappresentando un’area privilegiata per l’inserimento di alcune collettività: è il caso degli albanesi in Puglia, degli ucraini in Campania o dei tunisini in Sicilia.

Roma e Milano – rispettivamente con quasi 300mila e 200mila stranieri residenti – sono i comuni a più elevata concentrazione, ma gli immigrati si stabiliscono anche nei piccoli centri, spesso con incidenze elevate.

Nel 2009, un anno in cui l’occupazione complessiva in Italia è diminuita di 527.000 unità, i lavoratori stranieri occupati sono aumentati di 147mila unità, arrivando a quota 1.898.000, con una incidenza dell’8,2% sul totale degli occupati. Il loro tasso di occupazione, rispetto al 2008, è passato dal 67,1% al 64,5% (quello degli italiani è sceso al 56,9% dal 58,1%), mentre quello di disoccupazione è aumentato dall’8,5% (media 2008) all’11,2% (per gli italiani il cambiamento è stato dal 6,6% al 7,5%).

Nel 2010, ogni 10 nuovi disoccupati 3 sono immigrati e, tuttavia, il fatto che svolgono mansioni umili ma essenziali è servito a proteggerli da conseguenze più negative.

La retribuzione netta mensile degli immigrati nel 2009 è stata di 971 euro per gli stranieri e 1.258 euro per gli italiani (media di 1.231 euro), con una differenza a sfavore degli immigrati del 23%, e di altri 5 punti più alta per le donne straniere. L’archivio dell’Inail consente di ripartire gli occupati anche per continente di origine: Europa 59,2%, Africa 16,8%, Asia 13,3%, America 9,8%, Oceania 0,3% (0,5 non attribuiti). Più in particolare, i lavoratori comunitari sono oltre un terzo (36,3%) e i nordafricani un decimo dell’intera forza lavoro (11,1%). (APcom)

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