- Silvia Costa - http://www.silviacosta.it -

Donne, qualità della vita migliorata dall’innovazione tecnologica, ma…

L’82% degli italiani ritiene che la tecnologia ha favorito l’emancipazione femminile, migliorando la qualità della vita delle donne di oggi rispetto a quella delle loro madri. Inoltre, è opinione condivisa dalla maggioranza degli italiani – uomini e donne – che l’innovazione della società a tutti i livelli rappresenti il motore per la crescita collettiva del nostro Paese, senza distinzioni di genere.

Sono questi, a grandi linee, i segnali positivi emersi dal II Rapporto sulla cultura dell’innovazione in Italia, l’indagine realizzata annualmente dalla Fondazione COTEC in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le
Politiche Sociali del CNR e il mensile Wired, che per l’edizione 2010 dedica uno specifico approfondimento alle differenze di genere in relazione all’innovazione, grazie al contributo di futuro@lfemminile, il Progetto di Responsabilità Sociale per le pari opportunità di Microsoft Italia e Acer.

Al suo secondo anno di realizzazione, oltre al taglio di genere, le novità introdotte nell’indagine 2010 riguardano la struttura territoriale della ricerca, il numero di interviste raddoppiato (da 2000 a 4000) e la scelta di considerare solo la fascia d’età 30-44 anni, molto significativa per il tema della cultura dell’innovazione. Il campione è composto in egual misura da uomini e donne e il metodo utilizzato per la somministrazione delle interviste è il sistema CATI (Computer-Assisted Telephone Interviewing).

Secondo i risultati dell’indagine, se gli italiani sono concordi nel dire che l’innovazione tecnologica è stata fondamentale nel cambiare in meglio la vita delle donne di oggi rispetto a quella delle generazioni passate, lo scenario contingente – anche caratterizzato dalla crisi economica in atto – crea incertezze e sfiducia circa il futuro: il 40% degli intervistati, infatti, non crede che questa tendenza possa ripetersi anche per le donne delle future generazioni.

Inoltre, la ricerca evidenzia come nel nostro Paese persistano stereotipi di genere che secondo la studio sono contingenti al momento che la società si trova ad affrontare. Se da un lato gli italiani concordano nel dire che non esiste differenza qualitativa tra uomo e donna nella formazione universitaria (anche di tipo scientifico), nell’assunzione di responsabilità professionali e nella leadership politica, dall’altro il 29% degli italiani (uomini e donne) sostiene che in un momento di crisi sia preferibile che siano gli uomini a conservare il posto di lavoro piuttosto che le donne. Il dato viene posto in evidenza dalla ricerca non tanto come percentuale di maggioranza (il 48,9% degli italiani si trova in disaccordo) ma come numero in crescita del 10% rispetto a quello ottenuto cinque anni fa dall’indagine “Social Value, Science & Technology” condotta dalla Commissione Europea.

In questo contesto, che attraversa passato, presente e futuro, l’indagine sottolinea come gli italiani – senza rilevanti distinzioni di genere – ritengano che a sostegno dell’occupazione sia necessario rivolgere l’attenzione alle imprese, considerando sia la loro capacità innovativa (17,9% uomini e 16,2% donne), sia l’intervento dello Stato a loro sostegno, sentito soprattutto dalle donne (19,5%) e per il 17,6% dagli uomini. La maggioranza degli intervistati concorda nell’indicare l’innovazione della società a tutti i livelli e la formazione permanente e di base, quali fattori determinanti per lo sviluppo del Paese, prima ancora dell’attivazione di politiche a favore del lavoro delle donne.

Guardando invece ad alcuni dati rilevati dalla ricerca sul rapporto quotidiano di uomini e donne con l’universo delle tecnologie e Internet, va sottolineato come entrambi i generi confermino la propensione ad utilizzare la Rete per cercare informazioni, leggere la posta elettronica, lavorare, fare acquisti. Se questo dato non si discosta dalle attese, maggiore attenzione suscitano le risposte degli intervistati su cosa sarebbero disposti a rinunciare per una settimana: il 56,3% degli italiani non rinuncerebbe ad incontrare gli amici di persona, e se le donne per il 29,3% non possono fare a meno della telefonata con gli amici, va evidenziato come gli uomini, più delle donne, siano molto più affezionati a Facebook e ad altri social network.

«Riconoscere e valutare il ruolo delle nuove tecnologie nella società, tanto più in relazione alla vita delle donne, consente di acquisire nuove consapevolezze e di sfatare alcuni stereotipi. Nell’attuale momento storico, la cultura dell’innovazione, l’apertura verso il nuovo e la sua accettazione con spirito critico sono fattori chiave per il futuro della società italiana, rispetto ai quali intendiamo continuare a indirizzare il nostro impegno».

Scarica il Rapporto 2010 sulla cultura dell’innovazione in Italia

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