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Donne nei Paesi in via di sviluppo e accesso alla proprietà, nuovi indirizzi presto al voto

La commissione per i Diritti della donna ha approvato un parere – di cui sono stata relatrice – destinato ora alla commissione Sviluppo e poi a luglio all’aula di Strasburgo, per sottolineare la situazione di divario per ciò che riguarda la proprietà e i diritti di proprietà di genere nei Paesi in via di sviluppo.

E’ molto importante questa iniziativa del Parlamento europeo per approfondire queste tematiche. Sappiamo che nei Paesi in via di sviluppo i diritti di proprietà delle donne sono spesso non garantiti né sul piano giuridico né su quello sociale, spesso nemmeno riconosciuti. Si è stimato che se le donne avessero parità di diritti alla proprietà della terra, delle risorse economiche, si ridurrebbe la fame nel mondo di circa il 19%. Questo per dire quanto centrali siano le donne in questa strategia della parità in questi Paesi.

Io chiedo nella mia opinione, intanto che ci sia una consapevolezza di questo e che nella cooperazione allo sviluppo l’Unione europea ponga fra le varie condizioni quella di un’attenzione specifica che garantisca una maggiore opportunità di parità nell’accesso alla proprietà per le donne.

Secondo, che si tenga conto di un dato che la globalizzazione purtroppo sta creando, e cioè che Paesi sviluppati o industrializzati, ma anche Paesi del Bric, che stanno acquisendo per altri 100 anni territori sempre più estesi, in particolare in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo, per ragioni commerciali, per l’agricoltura, per lo sfruttamento energetico. Questo sta creando vere e proprie deportazioni di popolazioni, sta creando l’impoverimento di quelle terre e di quei villaggi in cui donne e bambini sono le maggiori vittime della riduzione in povertà.

Terzo aspetto contenuto nel parere è che si tenga conto delle situazioni determinate dai conflitti. Spesso, dopo i conflitti, com’è successo ad esempio in Bosnia Erzegovina, ma non solo, le donne, spesso vedove o sole, non riescono a rientrare in possesso delle loro proprietà che avevano prima o sono discriminate nell’accesso.

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