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Donne in Nordafrica, l’UE sosterrà parità, partecipazione democratica e partenariato

donne egiziane“A due anni dalla Primavera Araba, nell’attuale fase di transizione politica e sociale segnata da intensi conflitti, epocali cambiamenti e speranze di progresso, l’Unione Europea si deve impegnare a sostenere la democratizzazione e lo sviluppo economico e sociale dei Paesi del Nordafrica, ponendo al centro della politica europea di vicinato i diritti delle donne, la loro piena partecipazione ai processi decisionali, l’uguaglianza di genere e l’emancipazione socioeconomica femminile, contrastando ogni forma di violenza e discriminazione”.

E’ questo l’obiettivo sostenuto dall’europarlamentare Silvia Costa (S&D) in qualità di relatrice nel Progetto di relazione sulla situazione delle donne in Nordafrica, votato oggi a larghissima maggioranza (24 voti favorevoli e 4 astenuti) in Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere a Bruxelles.

Il Rapporto che sarà votato a marzo in plenaria a Strasburgo ed è focalizzato su quattro paesi del Nordafrica – Egitto, Libia, Marocco e Tunisia, protagonisti della Primavera Araba – chiede all’Unione Europea un forte rilancio del Partenariato euromediterraneo. Si tratta del primo pronunciamento specifico con il quale il Parlamento Europeo evidenzia, attraverso gli elementi in comune e le specificità di ciascun Paese, il ruolo attivo delle donne nelle proteste rivoluzionarie, il loro impegno a sostegno della transizione politica e democratica e la necessità della partecipazione delle parlamentari elette alla stesura delle nuove costituzioni affinché siano pienamente riconosciuti i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere.

 

“In particolare – ha precisato Silvia Costa – chiediamo alle autorità dei paesi interessati di inserire nelle costituzioni in modo inequivoco il riconoscimento dei diritti politici, economici e sociali delle donne, il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, nonché di garantire l’uguaglianza di genere nei codici penali e nel sistema di sicurezza sociale, introducendo o riformando le leggi esistenti sul matrimonio, la custodia dei figli, il divorzio, la nazionalità, l’eredità, la capacità giuridica e la remunerazione lavorativa al fine di consolidare meccanismi nazionali di tutela dello status e dei diritti delle donne”.

Nel Rapporto si sottolinea inoltre – in questa delicata fase politica dei paesi del Nordafrica – l’importanza della piena partecipazione delle donne ai processi decisionali a tutti i livelli di governo, dal locale al nazionale, all’occupazione e all’imprenditoria, dal settore agricolo ai servizi, nelle zone rurali e in quelle urbane, anche attraverso lo strumento della microfinanza.

Per quanto concerne il delicato tema della violenza contro le donne, si esortano i paesi nordafricani ad adottare leggi e misure concrete contro ogni forma di maltrattamento e sopruso nei confronti delle donne, compresa la mutilazione genitale femminile ancora in uso in particolare in alcune zone dell’Egitto, la violenza domestica e sessuale, nonché le molestie sessuali e si sottolinea l’importanza di proteggere le vittime, della lotta all’impunità e del pieno accesso alla giustizia, alla sanità e alla protezione sociale senza discriminazioni per motivi religiosi o etnici.

“Alla Commissione Europea chiediamo che nella nuova politica europea di vicinato siano centrali i programmi di sostegno alla condizione della donna e implementati i finanziamenti negli Accordi bilaterali in base al principio more for more, più supporto in cambio di più diritti. Si chiede inoltre di rafforzare le reti delle donne delle università, dei media e delle imprese. Particolare attenzione – ha aggiunto l’eurodeputata – andrà data al ruolo delle associazioni non governative, ai centri di accoglienza e alle organizzazioni delle donne in questa nuova cooperazione e andranno sostenuti i processi di riforma nei paesi del Nordafrica, promuovendo la partecipazione politica, la lotta alla violenza, il sostegno all’occupazione e l’estensione di un uguale accesso alla giustizia, ai servizi socio-sanitari e all’istruzione per ragazze e donne, prevenendo le discriminazioni e ogni forma di violazione dei loro diritti, anche in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite UN Women in Nordafrica”.

“In questo quadro, il Rapporto propone all’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo di dedicare ogni anno nel mese di marzo una sessione alla situazione delle donne in Nordafrica perché tutelare le donne e garantire loro diritti e un ruolo attivo nella politica e nella società è essenziale per assicurare in Nordafrica e non solo, democrazia, libertà, giustizia e un effettivo consolidamento della pace” – ha concluso Silvia Costa.

 

 

 

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