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“Donne euromediterranee, una rete sarebbe davvero una grande forza e notevole risorsa”

Silvia Costa interventoUna due giorni di riflessione sulla tematica delle pari opportunità, guardando fuori dai nostri confini, in direzione dell’Europa e, soprattutto, dei paesi del Mediterraneo, si è avviata questa mattina, nell’accogliente Museo Dei Brettii e degli Enotri, registrando dalle prime battute gli interventi dei vertici delle Donne Giuriste Italia, l’associazione che ha fatto da motore propulsore all’idea del convegno, trovando nell’assessore alle pari opportunità Francesca Bozzo un ottimo carburante. All’amministratrice – dopo l’approfondita introduzione del giornalista moderatore Gregorio Corigliano – il compito di fare gli onori di casa, con un benvenuto del tutto particolare alle rappresentanti dei Paesi coinvolti: Spagna, Francia, Marocco, Algeria, Turchia, Grecia, Israele e Tunisia. L’assessore Bozzo – nella sua disamina della problematica, amara per certi aspetti ma assolutamente intrisa di lungimirante positività per altri – ha messo subito in evidenza il taglio della discussione, non improntata a trattare di donne come se si trattasse di una “categoria protetta”, quanto tesa a riaffermare il “diritto alla libertà di esprimere le proprie potenzialità inserendosi nella competizione con gli uomini con le proprie peculiarità”. “Sono dell’idea che la politica delle pari opportunità non debba fare altro che rendere operativo quel principio programmatico così ben indicato nella nostra Carta Costituzionale all’art. 3” – ha detto la Bozzo – esprimendo comunque la consapevolezza che “soprattutto nella nostra realtà meridionale è chiara la percezione che le possibilità date alla donna di emergere siano minori rispetto agli uomini. Tali limitazioni sono imposte da una cultura dominante che ritiene la donna meno capace dell’uomo di svolgere determinati ruoli”. È la problematica della rappresentanza quella sollevata dall’assessore Bozzo, che la lega alle professioni, alla politica, all’imprenditoria, pur riconoscendo a quest’ultimo settore il merito di aver registrato più passi in avanti verso la realizzazione delle pari opportunità.

Francesca Bozzo annette un ruolo particolarmente importante a formazione e cultura, quali strumenti basilari per il raggiungimento delle pari opportunità, invocando interventi legislativi che realmente potrebbero essere d’aiuto perché “se non si può imporre per legge un cambio di mentalità si può, però, con norme adeguate indirizzare la società civile verso l’acquisizione di valori formalmente presenti nel nostro ordinamento giuridico ma poco applicati nella realtà”. L’assessore alle pari opportunità fa, infine, riferimento alla Pubblica Amministrazione “dove – ha detto – grazie anche alle tutele che la donna lavoratrice ha acquisito nel tempo, la presenza delle donne è superiore, in molti settori, a quella degli uomini”. Tratta, dunque, la specificità del Comune di Cosenza “dove i ruoli di dirigenza sono assegnati, nella maggior parte dei casi, a donne. Credo sia un motivo di vanto per il Comune di Cosenza avere questa forte presenza femminile che rappresenta una novità rispetto al passato”. Il discorso non può che scivolare sugli strumenti di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita personale, tematica che sarà sostanzialmente presente in tutti gli interventi successivi, soprattutto nelle testimonianze concrete delle imprenditrici Pranno e Spinelli, ma a livello concettuale anche negli interventi della consigliera di parità della provincia di Cosenza Rosellina Madeo e della Presidente dell’Associazione Donne Imprese di Coldiretti, Elisa Guzzo Bonifacio. “ Quello della mancanza di donne ai vertici non è il problema principale – ha sostenuto la Madeo – che va invece individuato nel binomio donne lavoro, laddove la maternità è divenuto un lusso che poche donne che vogliano lavorare si possono concedere”. Difendere il diritto degli uomini a essere genitori, è dunque uno dei rimedi individuati dalla Consigliera di Parità, “favorendo la compenetrazione tra sfera lavorativa e sfera familiare”.

La specificità che le donne portano nel loro approccio all’impresa è l’elemento che ha maggiormente caratterizzato l’intervento della rappresentante di Coldiretti. La sua illustrazione di progetti, quali Campagna Amica e Agriasilo – è la testimonianza di come la donna, imprenditrice agricola, abbia un approccio alla professione fortemente vincolato alle esigenze del quotidiano ed in particolare delle categorie protette, come appunto i bambini. E mentre la docente dell’UniCal Paola Helzel, rimanda alla figura femminile ed al suo ruolo all’interno dell’Antico Testamento, le giuriste Rosa Valentino e Rossana Caruso (che dell’associazione è la presidente della sezione cosentina) ripercorrono l’evoluzione del diritto di famiglia, anche alla, luce dell’impegno associativo che nel tempo ha approfondito le tematiche più spinose, seguendone l’evoluzione. È proprio l’avvocato Caruso a dare forma a quella che poi diventerà la prima proposta del convegno, che intende portare le sue risultanze all’attenzione degli organismi nazionali e sovranazionali deputati. “Noi donne dobbiamo essere capaci di fare lobbies”. Una espressione ripresa ed evidenziata nella sua accezione positiva dalla parlamentare europea Silvia Costa che, con competenza e straordinaria concretezza, tira le somme di questa prima mattinata di riflessione che cade nella Giornata Internazionale dei Diritti Umani. “Il tema dei diritti delle donne non è affatto un dato acquisito e tantomeno banale” – ha esordito l’europarlamentare, che è anche membro della Commissione FEMM del Parlamento Europeo – che ribadisce come la rete delle donne euromediterranee possa costituire una grande risorsa. “Se da questa iniziativa nascesse una continuità – ha detto – che vede insieme le donne degli enti locali, le associazioni delle giuriste, le ONG, sarebbe una grande forza per l’attuazione di quei progetti che ancora oggi vedono una grande sofferenza”. Racconta delle iniziative europee a favore delle pari opportunità, l’onorevole Costa, ripercorrendone le tappe che vanno dalla Conferenza di Istanbul del 2006 a quella del Marocco nel 2009, sfociate nel programma EGEP, il “Programma Regionale Gender Equality”, con l’obiettivo di rafforzare quelle che sono le dinamiche paritarie attualmente esistenti tra uomo e donna, e concludendo con il riferimento all’Agenda europea della parità per il quinquennio 2010-2015.

Ai lavori è intervenuto anche il sindaco Salvatore Perugini, che domani concluderà i lavori, che ha sostenuto che ”la proposta di Silvia Costa di costituire una rete delle donne euromediterranee come risorsa da utilizzare per l’affermazione piena delle pari opportunità non solo mi vede d’accordo, ma è utile a candidare la città di Cosenza a diventare porta del Mediterraneo”.

Articolo parzialmente tratto da “CN24.tv”

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