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Donne e direzione d’impresa, entro il 2012 norme per quote vincolanti

Com’è noto, essere donne è già un’impresa, perché significa gestire e conciliare vita familiare, professionale e sociale in una condizione che continua a non riconoscere adeguatamente l’alta scolarizzazione, la professionalità e le aspettative delle donne. Con questa relazione, riconosco all’onorevole Rodi Kratsa-Tsagaropoulou di aver profuso un grande impegno nell’accogliere molte proposte ed obiettivi che come relatore shadow del gruppo S&D ho avanzato insieme ad altri colleghi.

Nell’Unione Europea c’è una sotto rappresentanza delle donne, già richiamata, nei ruoli dirigenziali delle imprese, con appena il 12 per cento nei Cda delle società quotate in borsa. In questo quadro noi chiediamo alla Commissione europea – e siamo felici di aver sentito delle parole di impegno serio della commissaria Reding – di proporre entro il 2012 atti legislativi che prevedano delle quote vincolanti, raggiungendo le percentuali del 30% nel 2015 e del 40% nel 2020, in caso di insufficienza delle misure adottate dagli Stati membri o dalle imprese.  A questo proposito, è già un segnale molto incoraggiante il fatto che sei Paesi, tra cui in questi giorni l’Italia, con un voto bipartizan abbiano approvato una legislazione in questo senso.

Vorrei dire che non si tratta solo di quote quantitative ma anche di ottenere attraverso questo migliori performances del sistema imprenditoriale attraverso una condivisione nella dirigenza non soltanto nelle grandi imprese ma anche in quelle piccole e medie. E’ per questo che noi proponiamo di utilizzare più strumenti nell’ambito della responsabilità sociale dell’impresa: dai servizi family friendly all’organizzazione flessibile del tempo di lavoro, alla formazione alla managerialità delle donne. Importante anche cogliere il nesso tra la presenza delle competenze del ruolo delle donne ai livelli di governance di un’impresa con un diverso approccio nella gestione dei processi, nella valorizzazione delle risorse umane, nelle regole antidiscriminatorie e nella produttività sostenibile che loro spesso garantiscono.

Vorrei infine aggiungere, anche per rispondere a quello che diceva prima giustamente la collega Bauer, che noi non abbiamo previsto soltanto e semplicemente le quote di donne, ma abbiamo previsto un meccanismo importante, che è stata una nostra proposta, e cioè che sia collegata la compresenza di donne e uomini ad un meccanismo di maggiore trasparenza nelle nomine e nella selezione per uomini e per donne, in modo che sia un beneficio per tutti e non soltanto una riserva per le donne.

 

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    1 commento for “Donne e direzione d’impresa, entro il 2012 norme per quote vincolanti”

    1. Anna Maria scrive:

      Complimenti siamo al tuo fianco e a disposizione
      Anna Maria Gandolfi

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