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Donne Pd, se non ora quando? Oggi al via la Conferenza nazionale delle Democratiche

donne pdMolte di loro erano in piazza nella domenica dell’onda rosa, oggi saranno al teatro Capranica di Roma dove, nel pomeriggio, prende il via la conferenza nazionale delle donne democratiche. Non a rimorchio del boom di piazza, anche se da ciò che il 13 febbraio è stato e ha rappresentato non si potrà e non si vorrà prescindere, anche perché molte esponenti di primo piano del Pd, da Anna Finocchiaro a Livia Turco, da Silvia Costa a Roberta Agostini, hanno aderito – da donne impegnate in politica ma rispettando la natura non partitica della mobilitazione – all’appello lanciato dal comitato Se non ora quando?. E, insieme al presidente dell’assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi domenica erano in piazza del Popolo.
Su ciò che si è mosso e si sta muovendo dal basso fra le donne la linea democratica, ribadita dal segretario Bersani – che era in piazza anche lui, e che ha scritto alle promotrici del 13 febbraio per chiedere di vedersi –, si caratterizza per «il sostegno alle battaglie» nel «più totale rispetto dellla reciproca autonomia».
Prevista dallo statuto, e in programma da tempo, la conferenza delle dem arriva dopo un lungo percorso partito a settembre con una serie di assemblee in tutta Italia che hanno eletto le mille delegate che fra oggi e domani discuteranno dell’urgenza di un welfare al femminile, di donne e lavoro, di una democrazia che sia realmente paritaria. I lavori si aprirano con la Bindi e proseguiranno con una lunga plenaria nella quale interverrano tutte le big democratiche ma anche la tunisina Neila Jirad, del partito Ettajid e l’italo-tunisina Silvia Finzi, fra le fondatrici del Pd locale: «Presenze importanti – spiega Roberta Agostini, responsabile Conferenza donne del Pd – anche perché ci mostra in che modo e con quale impegno e dedizione le donne del Maghreb stiano contribuendo alla transizione democratica dei loro paesi».
In serata si riuniranno le tre commissioni (welfare e lavoro, democrazia paritaria e rappresentazione delle donne) da cui emergeranno le proposte che per il paese. E domani verrà eletta la portavoce e il gruppo su cui poggerà la Conferenza nazionale permanente come luogo politico del partito sui temi delle donne. Chiuderà il segretario Pierluigi Bersani.
Ma alla conferenza faranno capolino, invitate, anche alcune esponenti del comitato Se non ora quando?. «Per noi è un altro campo da gioco», spiega una delle organizzatrici, «ma porteremo la nostra testimonianza ». Le “ragazze” romane del 13 febbraio si vedranno oggi per la prima volta dopo la sbornia dei numeri e la gioia di aver riempito le città di «una grande e spontanea mobilitazione collettiva», osserva la Dinuovista Francesca Izzo. «Il nostro obiettivo, fin dalle prime riunioni dell’associazione, era quello vincere l’isolamento e la frammentazione. Ora che è successo, tutti ci chiedono di andare avantii. E l’energia che è stata messa in moto non può essere dispersa ». Il punto, dunque, è non lasciare senza seguito le aspettative che il 13 febbraio ha generato. Il come si comincia a discutere oggi a Roma, la prossima settimana a Milano e nelle molte altre città italiane in cui la rete di Se non ora quando? ha funzionato da catalizzatore.
La prossima data utile è l’otto marzo. Nella Capitale è probabile la conferma della serata al teatro Ambra Jovinelli con lo spettacolo Libere, scritto da Francesca Comencini e diretto da Cristina, che è nei fatti il manifesto politico della mobilitazione di domenica scorsa.
Ma l’idea è capire se si può fare altro, spingendo le donne ad autorganizzarsi, a formare ovunque comitati che tengano viva la mobilitazione e la riflessione.
Intanto, segnali di rianimazione arrivano dalle donne del Pdl. Che si guardano bene dal mettere in discussione il Silvio style, ma che l’imponente onda di domenica scorsa spinge a chiedersi se è il caso di organizzare un incontro «tecnico e non politico» sulle donne e il lavoro. Difficile pensare che sia un risveglio. Ma anche qui il 13 febbraio ha colpito nel segno, checché ne dicano le pidielline.
Fabrizia Bagozzi

Articolo tratto dal quotidiano “Europa” del 18 febbraio 2011
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