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Decreto Sicurezza, Silvia Costa (PD):  È gravissimo,  avrà un effetto devastante

“I diritti umani vengono prima dei diritti di cittadinanza. Il decreto Sicurezza – dichiara Silvia Costa – invece di sostenere i processi in corso di integrazione e inclusione sociale degli immigrati renderà più difficile la gestione ordinata della immigrazione e creerà una grande area di irregolarità, marginalità e quindi di insicurezza sociale per tutti. Con il dimezzamento dei fondi ai Comuni per servizi e progetti mirati  di integrazione e la riduzione al minimo dei soggetti ammissibili, il Governo smantella di fatto il modello Sprar  ammirato e seguito anche da Comuni  in altri paesi Europei. Togliere la possibilità di rilasciare un permesso umanitario a un richiedente asilo che ha compiuto un percorso di integrazione, trovando un lavoro e concorrendo positivamente al benessere generale, è una previsione che va contro ogni buonsenso.

Inoltre – prosegue l’europarlamentare – va da sé che l’abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari lascerà, o riporterà nella irregolarità, moltissimi stranieri  e tante donne sottratte alla tratta che fino a oggi erano in possesso di questo titolo e impedirà alla quasi totalità dei migranti di ottenere effettiva protezione. E questo è gravissimo e contro i principi costituzionali e internazionali  nonché le direttive europee. Sono molto preoccupata per il futuro di tutte le esperienze di integrazione che stanno facendo scuole e piccoli comuni e che oggi rischiano di tornare indietro.

Invece di favorire una politica di inclusione e accoglienza, all’articolo 6 è previsto lo stanziamento di più fondi per i rimpatri: 500 mila euro nel 2018, un milione e mezzo di euro nel 2019 e un altro milione e mezzo nel 2020. Senza poi riuscire a realizzarli perché non si è saputo definire  nemmeno un nuovo accordo bilaterale, anzi  si è aumentato l’isolamento dell’Italia.

Per quanto attiene specificamente al Sistema per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (Sprar), il sistema di accoglienza ordinario che è gestito dai Comuni italiani, è gravissimo limitarlo  solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati per i quali ricordo c’è, fortunatamente, la legge Zampa, nonché l’obbligo di rispettare la Convenzione ONU sui minori e le convenzioni europee. Nel decreto lo Sprar sarà quindi ridimensionato e cambierà nome, dimenticando che grazie a questo strumento si sono ripopolati piccoli Comuni montani anche del nord, riaperte scuole e creato nuova socialità.  

Manca completamente una visione di  prospettiva e si dimentica che grazie al lavoro degli immigrati sono ancora in equilibrio le casse dell’Inps a prevalente vantaggio delle pensioni degli italiani. E che i lavori che sono parte integrante  del nostro welfare li affidiamo a tanti di loro le cose che abbiamo più care : le nostre case, i bambini e gli anziani. Ricordiamo che il Trattato della UE poggia sui valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona umana , della libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, nonché delle minoranze, in una società caratterizzata da pluralismo, non da discriminazione. Mettere insieme sicurezza e immigrati – conclude l’europarlamentare – è grave perché fa passare il messaggio che l’insicurezza sia legata all’immigrazione. Tutto ciò crea paura e pregiudizi  e non inclusione e integrazione che dovrebbero essere il fondamento di uno Stato fondatore  dell’Unione Europea”.

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