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Da Schengen al batterio E.coli, le decisioni prese a Strasburgo

Nel corso della seduta plenaria del Parlamento europeo conclusasi il 9 giugno, gli eurodeputati hanno sostenuto l’ingresso di Bulgaria e Romania nella libera area di scambio Schengen e discusso con la Commissione i criteri comuni per le prove di stress sulle centrali nucleari dell’UE. Il Parlamento ha dibattuto anche la crisi sanitaria causata dal batterio killer E.coli in Germania e approvato una risoluzione contro gli accordi commerciali con paesi terzi che non rispettano i diritti umani e gli standard lavorativi.

 

Il presidente del Tagikistan, Emomalii Rahmon, in visita ufficiale alle istituzioni UE, è stato accolto in plenaria lunedì dal presidente del Parlamento Jerzy Buzek. Più tardi ha incontrato i membri della commissione Affari esteri e della sub-commissione per i Diritti dell’uomo.

 

La diffusione del batterio E.coli in Germania è stato il principale argomento di dibattito martedì. I deputati hanno chiesto maggior coordinamento nelle indagini e il miglioramento e l’applicazione delle norme in materia di etichettatura e tracciabilità degli alimenti. Dopo le accuse infondate ai cetrioli spagnoli e ai germogli di soia, il Parlamento ha deplorato il danno arrecato all’industria agricola europea e chiesto risarcimenti.

 

Chi inquina paga! Grazie alla revisione delle norme sul trasporto stradale di merci, sarà ora possibile tassare i trasportatori per l’inquinamento atmosferico e sonoro procurato, in aggiunta ai normali pedaggi autostradali. La direttiva appena approvata dovrebbe garantire che i ricavi siano utilizzati per migliorare i sistemi di trasporto.

 

Una risoluzione sulla dimensione esterna della politica sociale UE ha messo in chiaro che il mancato rispetto delle basilari norme sociali e ambientali costituisce un danno alle imprese e ai lavoratori europei. Per tanto l’UE non deve chiudere accordi commerciali con i paesi terzi che non rispettano i diritti umani e gli standard lavorativi minimi.

 

Le relazioni economiche tra UE e Canada sono state un altro argomento all’ordine del giorno di questa plenaria: pur accogliendo con favore l’intensificare dei rapporti, gli eurodeputati guardano con preoccupazione alla continua estrazione di amianto nel paese, al suo impatto sulla salute dei lavoratori e alle conseguenze negative dell’estrazione di sabbie bituminose per l’ambiente e la biodiversità.

 

Il settimo programma quadro UE di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione è stato oggetto di un rapporto parlamentare sulla revisione intermedia. Nel rapporto si afferma che, nonostante l’apprezzamento per la qualità delle relazioni degli esperti del 10 novembre 2010, c’è bisogno di una valutazione che copra il quadro complessivo delle azioni degli Stati membri e dell’Unione europea.

 

Via libera all’adesione di Romania e Bulgaria all’area Schengen. Il parere del Parlamento è stato adottato con 487 voti favorevoli, 77 contrari e 29 astensioni. “Siamo nella posizione di accogliere Romania e Bulgaria nell’area di libero scambio… i cittadini di questi paesi devono godere dei pieni diritti di cittadinanza europea” ha commentato il relatore portoghese del PPE Carlos Coelho. “Chiedo al Consiglio di seguire la raccomandazione espressa nel voto di oggi dalla larga maggioranza del Parlamento” ha aggiunto il presidente Jerzy Buzek.

 

Test di resistenza sugli impianti nucleari ancora sotto i riflettori. Il Parlamento ha discusso le proposte della Commissione riguardo ai criteri comuni da seguire nei controlli. Alcuni deputati hanno invocato la chiusura obbligatoria dei reattori che non superano le prove e l’allargamento dei test ai paesi confinanti con l’UE, in particolare Svizzera, Russia, Ucraina e Armenia. Secondo alcuni parlamentari, inoltre, la decisione di non includere nei criteri generali la minaccia terroristica svilisce di molto il valore e l’efficacia dei test stessi.

 

Il Quadro finanziario pluriennale UE di nuovo oggetto di discussione. Il Parlamento ha rifiutato la proposta di congelare il bilancio a lungo termine 2014-2020, come proposto da alcuni Stati membri. “Dobbiamo mettere fine alla brutta abitudine di assumere un impegno politico, senza le risorse finanziarie sufficienti a sostenerlo” ha rimproverato il relatore spagnolo del PPE  Salvador Garriga.

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