Home > Referendum

Da papa Ratzinger alla stampa: quando spira il vento dei cattolici

Vi segnalo l’articolo firmato da Aldo Maria Valli e pubblicato su Europa a proposito della vittoria del sì ai referendum sull’acqua ed il nucleare.

Quando spira il vento dei cattolici

È il 9 giugno, in Italia vigilia di referendum, quando in Vaticano il papa riceve alcuni nuovi ambasciatori e torna sul problema della tutela del creato, tema da lui affrontato ripetutamente.
«Il primo semestre di quest’anno – dice Benedetto XVI – è stato segnato da innumerevoli tragedie che hanno colpito la natura, la tecnologia e le persone. L’ampiezza di tali catastrofi ci chiama a interrogarci.
È l’uomo che viene al primo posto, è importante ricordarlo. L’ecologia umana è un imperativo. Adottare uno stile di vita che rispetti l’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie pulite, rispettose del patrimonio della creazione e innocue per gli esseri umani, devono essere priorità politiche ed economiche».
Per tanti cattolici impegnati nella campagna referendaria è il sigillo più atteso. Certo, quando il papa parla agli ambasciatori di paesi di tutti i continenti la sua visuale è molto più ampia di quella italiana, ma almeno per quanto riguarda i quesiti sul nucleare e sull’acqua la presa di posizione del pontefice ha riflessi inequivocabili sulla contesa in corso nel nostro paese. Proprio nelle stesse ore il missionario comboniano padre Alex Zanotelli lancia uno slogan: «Salviamo l’acqua. Scendiamo in piazza come i monaci di Myanmar contro il regime che opprime il popolo».
Con toni certamente molti diversi da quelli di Ratzinger ma con sostanziale identità di vedute, padre Alex chiede di salvare l’acqua, sorella e madre, dagli interessi economici e dice: «Considerare l’acqua alla stregua di un merce è una bestemmia ».
Sulla stessa linea i frati di Assisi.
A pochi giorni dal referendum il custode del sacro convento, padre Giuseppe Piemontese, scende in campo apertamente e a nome di tutti i confratelli dice: «Non possiamo non sottolineare, con Francesco d’Assisi e il suo Cantico delle creature, che sorella acqua è dono di Dio all’uomo e alla terra ed è quindi un bene comune. Il pensare solo lontanamente che essa possa essere considerata di proprietà di qualcuno è un’aberrazione.
Scegliere una società senza l’uso dell’atomo o la gestione pubblica dell’acqua può essere una scelta avanzata e di responsabilità, ma comporta per tutti la decisione di cambiare stile di vita, passando dallo spreco alla sobrietà, dal benessere senza confini e a tutti i costi a una vita semplice, che fa a meno di consumi inutili e riduce l’inquinamento».
Se poi si considera la mobilitazione dei settimanali cattolici (di proprietà dei vescovi italiani) e la presa di posizione di gruppi e associazioni (prima fra tutte l’Azione cattolica) ne esce un quadro che fa pensare. Da moltissimi anni l’universo cattolico non si mostrava così compatto e attivo. E non solo su acqua e nucleare, ma anche sul legittimo impedimento e, più in generale, sulla necessità di andare al voto, perché di questi tempi, come ha scritto il Corriere cesenate, «il vero problema è la partecipazione », specie di fronte a chi, tentando di vanificare i referendum, mette in atto «uno scippo e un insulto alla sovranità popolare» (Corriere apuano).
Consapevoli del valore politico della consultazione, i settimanali cattolici hanno titolato i loro editoriali in modo diretto. “Inizia una nuova fase?” si è chiesto La Cittadella di Mantova, e la Vita casalese ha risposto: “Il vento è cambiato” per il governo “cabarettista” di Berlusconi.
Che cosa significa tutto questo? Prima di tutto si tocca con mano la voglia di coinvolgimento dei cattolici e soprattutto del laicato. Nonostante anni e anni in cui sono stati mortificati da un soffocante clericalismo di ritorno, i laici credenti dimostrano di esserci e di essere ben consapevoli della posta in gioco.
E poi si nota una grande libertà di giudizio, ben diversa da certi bizantinismi della gerarchia, spesso attenta a dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Sollecitati da problemi che toccano la vita delle persone e delle famiglie, i cattolici, in tutte le loro espressioni, si sono mobilitati dal basso, sviluppando valutazioni proprie. Diversamente da quanto accade nelle elezioni politiche, dove i credenti risultano spesso imprigionati dai veti più o meno velati della gerarchia e dai ricatti del centrodestra, il referendum è diventato l’occasione per liberare energie che da tanto tempo aspettavano di potersi attivare. Sono stati i gruppi a parlare, le associazioni che lavorano sul territorio, i missionari che fanno i conti con le ingiustizie, gli educatori che verificano ogni giorno i guasti del consumismo e dell’egoismo indotto dai mass media pilotati dagli interessi economici. La benedizione del papa c’è stata ed è arrivata come un regalo atteso e sperato, ma il coinvolgimento questa volta non è nato in sacrestia e non è derivato da un ordine impartito dall’alto. I cattolici non sono andati al mare e lo hanno deciso loro. Il referendum andrà ricordato anche per questo.

Aldo Maria Valli
Articolo pubblicato dal quotidiano Europa il 14.6.2011
Condividi:

    Scrivi un commento

    ARGOMENTI

    Ufficio di Bruxelles Parlamento Europeo

    Bât. Altiero Spinelli 15G309, Rue Wiertz / Wiertzstraat 60, B-1047
    Bruxelles
    Tel. +32 (0)2 2845514
    Fax +32 (0)2 2849514
    E-mail: silvia.costa@europarl.europa.eu
    Assistente parlamentare: Ambra Sabatelli

    Ufficio di Strasburgo Parlamento Europeo

    Bât. Louise Weiss - T06129 - 1, avenue du Président Robert Schuman, F-67070 Strasbourg
    Tel. +33 (0)3 88 1 75514
    Fax +33 (0)3 88 1 79514
    Ufficio di Roma

    Tel. 06 6793557

    Tel. 06 92916547
    Email: info@silviacosta.it

    Copyright © 2010-2014 Silvia Costa - Powered by PicSrl.it - Collegati