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Cultura e creatività, in tempo di crisi più risorse anche dall’UE

Lasciateci sognare e guardare oltre le fatiche di ogni giorno”. Con il ricordo delle parole del Cardinal Martini, l’europarlamentare PD Silvia Costa apre il suo intervento al Convegno Strategie Europee per il cinema promosso oggi dalla Direzione Generale Cinema del MiBAC, realizzato da ANICA e ANEC in collaborazione con La Biennale di Venezia nel quadro della 69° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Innovazione, inclusione sociale, crescita. Alle parole chiave per il rilancio della competitività europea Silvia Costa unisce cultura e creatività, indicando questi settori come strategici per la programmazione comunitaria del prossimo settennio.

Proprio dall’Unione, infatti, arriva un segnale positivo con il programma Europa Creativa, con uno stanziamento di  1,8 miliardi per il periodo 2014-2020: un aumento di budget consistente, +37% rispetto al settennio precedente, ma risorse ancora limitate, che rappresentano però un dato significativo, secondo l’europarlamentare, relatrice in Commissione Cultura al Parlamento Europeo, ad alcune condizioni: «Che Europa Creativa, innanzitutto, sia un programma quadro all’interno del quale i marchi Cultura e Media mantengano autonomia – spiega l’On. Costae che i fondi stanziati si integrino con altre linee di finanziamento comunitarie come le politiche di coesione, l’agenda digitale e le risorse previste da Horizon 2020 per ricerca, innovazione, nonchè il programma Erasmus».

Secondo quanto previsto dal programma, 900 milioni sono destinati a Media, 500 a Cultura e 280 alle politiche transettoriali e transnazionali, di cui 210 milioni destinati dell’istituzione di un fondo di garanzia europeo per le piccole e medie imprese e per i progetti di innovazione culturali, creativi e audiovisivi.

«Si tratta di uno strumento di grande valore che non sostituisce ma integra le altre opportunità di accesso ai fondi europei, favorendo, tra l’altro, lo sviluppo dell’interlocuzione tra le istituzioni finanziarie nazionali e il settore creativo», dichiara l’europarlamentare.

La cultura dunque al centro di un circolo virtuoso che può innescarsi a partire dal riconoscimento del suo valore intrinseco, e non solo economico: «Il valore del patrimonio e dell’attività culturale, tangibile e intangibile, va fatto crescere attraverso opportune azioni di valorizzazione ed educazione culturale, filmica, audiovisiva, digitale, da realizzare anche d’intesa con le università e con istituti di alta formazione, l’incoraggiamento della libertà di espressione delle persone, della circolazione delle opere e della mobilità formativa e professionale degli artisti, a vantaggio della qualità della convivenza nelle nostre comunità ma anche del superamento della frammentazione e per l’affermazione dell’Europa come soggetto competitivo di mercato».

Questo è il senso delle proposte che presenterà in Parlamento Silvia Costa, che riguardano specificamente maggiore sostegno alle traduzioni, al doppiaggio e alla sottotitolazione, un più forte raccordo transettoriale tra cultura, turismo e ricerca e la valorizzazione del ruolo e dello status professionale degli artisti.

«L’Europa stessa deve proporsi come solido operatore di distribuzione globalecontinua l’europarlamentare PD – incoraggiando la valorizzazione delle diversità e il rafforzamento dell’identità comunitaria. In questa direzione vanno i cambiamenti che ho proposto alla  formulazione della Commissione, a favore del  sostegno alle governance nazionali, all’integrazione tra settore pubblico e privato e allo sviluppo di nuovi modelli di business che incidano efficacemente sui meccanismi di produzione e di distribuzione delle opere» – afferma l’On. Costa.

Ma è un fronte di grande attualità, per il mondo dell’audiovisivo, anche quello dell’innovazione, in cui centrale è l‘accelerazione del processo di digitalizzazione delle sale e la realizzazione di piattaforme online legali che garantiscano l’accessibilità delle opere e la loro adeguata remunerazione: «Lavoriamo per un’Europa che, per effetto della digitalizzazione, aumenti le sue occasioni di espressione e di incontro culturale. Il rischio chiusura provocato dallo switch off nelle sale è imminente e concreto, specie nei Paesi, come l’Italia, che hanno problemi strutturali non risolti» – spiega Silvia Costa.

«Sto per proporre misure più esplicite a favore della conversione delle sale al digitale e sono favorevole a sistemi distributivi, come quello satellitare, che massimizzino le economie e rendano praticabile la multiprogrammazione, garanzia di espressione plurale. Sono favorevole a sale cinematografiche che siano luoghi d’incontro con valore sociale, sostenute dalle loro comunità per la pluralità di servizi che vi ricevono. Vedo positivamente la creazione di una  piattaforma online europea di opere audiovisive, di contenuto molteplice, garanzia di tre diritti: dei cittadini (poter vedere), dell’autore (poter essere visto) e del mondo industriale (poter generare lavoro e ricchezza con un’attività economica protetta»).

«Fondamentale – prosegue l’europarlamentare – sarà il rapporto con la nuova disciplina del diritto di autore europeo e delle opere orfane perché ci sia un nuovo equilibrio tra il riconoscimento del valore e della equa retribuzione dell’opera e l’ampliamento del pubblico che accede alla produzione culturale».

L’Europa non può permettersi di mancare, secondo l’On. Costa,  soprattutto la sfida sulla globalizzazione: «Per superare la fragilità dei nostri mercati nazionali nei confronti dei Paesi Terzi, intendo proporre che la presenza sui mercati stranieri sia rafforzata, che le coproduzioni e le iniziative connesse con MEDIA, in particolare quelle finora afferenti a MEDIA MUNDUS, siano accessibili con diverso regime ai Paesi dell’area di vicinato e, su base bilaterale, ad altri paesi individuati nei programmi annuali, rivolgendo particolare attenzione all’area BRIC».

Cultura e creatività potrebbero essere il fronte comune su cui l’Italia prima di tutto, e, auspico, la Germania – dichiara l’On. Costa rivolgendosi alla presidente tedesca della Commissione Cultura Doris Packsi impegnano nell’immediato futuro per la costruzione di una nuova Europa fondata su un progetto culturale e politico, oltre che economico e finanziario.

Non ci sarà competitività né crescita sostenibile e innovativa – conclude Silvia Costa –  se non inaugurando una nuova stagione delle politiche pubbliche nazionali ed europee in ambito culturale, una più avanzata capacità di dialogo e integrazione tra pubblico e privato, una più mirata azione delle istituzioni finanziarie nazionali, l’armonizzazione fiscale europea e un nuovo equilibrio, nella prossima direttiva europea, tra ampliamento dell’ accesso alla cultura, remunerazione delle opere e degli autori, sostegno alla catena del valore».

 

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