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Crisi, finanza e occupazione: le priorità del semestre belga

Belgian Prime minister Yves LetermeL’economia e la crisi hanno dominato il dibattito di stamattina, durante il quale il premier belga Yves Leterme ha presentato le priorità della presidenza ai parlamentari. Regolamentazione del settore finanziario e ripresa, ma anche lotta alla povertà e alla disoccupazione i temi caldi.
Cinque le priorità per i sei mesi di presidenza, che saranno guidati dal premier uscente Yves Leterme finché il Belgio non avrà un nuovo governo. Economia in primo luogo, con l’accento su stabilità, disciplina e rigore finanziario, ma anche la promessa di chiudere sul pacchetto di regolamentazione finanziaria: “l’Europa ha bisogno più che mai di governance economica”.
In secondo luogo, attenzione al sociale: la lotta alla povertà, la disoccupazione, e incentivi alla ricerca, all’innovazione (e ai brevetti europei) saranno temi all’ordine del giorno da qui alla fine dell’anno.
Poi l’ambiente: creare lavori ‘verdi’ per combinare ripresa e lotta al cambiamento climatico, e arrivare pronti all’appuntamento di Cancún di dicembre, dove tutti i paesi del mondo dovranno mettersi d’accordo su come ridurre le emissioni globali.
Un altro capitolo riguarda l’immigrazione, la lotta al terrorismo, il pacchetto asilo e il mutuo riconoscimento delle sentenze emesse in uno Stato membro dell’UE.
Infine, rendere funzionante ed efficace il Servizio d’azione esterna dell’UE, su cui le tre istituzioni hanno da poco trovato un accordo.
Alla lista del democristiano fiammingo il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha chiesto di aggiungere due punti: il rilancio del mercato interno (seguendo le indicazioni del rapporto stilato da Mario Monti), e il futuro della politica commerciale. “La storia mostra che è nei momenti di crisi, che l’Europa mostra di poter superare le difficoltà” – così il portoghese ha fatto gli auguri alla nuova presidenza.
Priorità numero uno: regole per la finanza e occupazione

Il “problema numero uno” per il gruppo popolare, per voce di Joseph Daul, è incoraggiare la crescita. “L’Europa dovrebbe dare il buon esempio regolando il settore finanziario”, ha aggiunto il francese, esprimendo sostegno anche per la decisione di occuparsi di mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie, “un modo per fare capire meglio ai cittadini come funziona l’UE”.

“Più regole per ridurre il divario sociale in Europa” ha chiesto Martin Schultz, leader dei Socialisti e Democratici, rilevando che il settore bancario deve ripagare, almeno in parte, i costi della crisi. Il tedesco ha poi invitato la presidenza a chiarire la posizione dell’UE sull’allargamento alla Turchia: “continuare con questa ambiguità è il miglior modo per rovinare le relazioni con Ankara”.
“Ora dobbiamo davvero fare la nostra parte sulla crisi” – per l’ex-premier belga Guy Verhofstadt, ora alla testa del gruppo Liberale, cinque sono i punti chiave: stress test per le banche e ricapitalizzazione se necessario, Patto di Stabilità più forte, una vera politica economica, regole per certi prodotti finanziari, e supervisione delle banche.
Regolamentazione finanziaria al primo posto anche per i Verdi: “solo così potremo ridare fiducia ai cittadini”, dice Rebecca Harms. “Ma bisogna guardare anche oltre l’economia e i bilanci, e pensare – per esempio – alle questioni sociali”.
Belgio, un governo legittimo?

Belga il deputato intervenuto a nome dei Conservatori e Riformisti: “Non abbiamo bisogno di più Europa nel senso di più soldi dall’Europa”, ha affermato Derk Jan Eppink, “ma di più riforme, un euro stabile e un uso migliore delle risorse a disposizione. La Germania non può continuare a pagare per tutti”.
“Aumentare il potere di acquisto della gente” è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi esposti dal premier belga, secondo il rappresentante della Sinistra Unita (GUE) Patrick Le Hyaric, che teme che il Patto di Stabilità possa essere “una corda al collo per i giovani, i disoccupati, i pensionati e i lavoratori”.
L’euroscettico Nigel Farage, a nome del gruppo EFD, ha attaccato Leterme dicendo che non ha nessuna legittimità, in quanto primo ministro di un governo già caduto. “La straordinaria ironia è che un paese sul punto di dividersi dica ad altri 26 Stati europei cosa dovrebbero fare nei prossimi sei mesi”

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