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Corte di giustizia Ue, niente brevetti se si distruggono embrioni

Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell’embrione. Lo ha stabilito la settimana scorsa una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che si è espressa sul caso di un trattamento contro il morbo di Parkinson brevettato dal ricercatore tedesco Oliver Brustle.

Secondo la Corte europea, l’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile.

Mi auguro che questo indirizzo sancito dalla Corte di giustizia dell’Unione europea venga recepito nell’8° Programma Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, lo strumento attraverso il quale verranno finanziate nel prossimo periodo di programmazione le attività di ricerca di base, della formazione e dell’innovazione.

 

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