- Silvia Costa - http://www.silviacosta.it -

Con l’aumento delle immigrate più lavoro per le donne italiane

L’aumento delle lavoratrici immigrate porta a più offerta di lavoro da parte delle donne italiane. Lo sostiene uno studio realizzato da due ricercatori della Banca d’Italia, Guglielmo Barone e Sauro Mocetti, secondo cui le straniere offrono spesso servizi domestici e assistenziali consentendo alle italiane di lavorare di più.

“L’offerta di lavoro femminile, soprattutto quella più qualificata – sottolineano infatti i ricercatori – è frenata dalla limitata disponibilità di servizi domestici e assistenziali e mostra che l’immigrazione femminile, rendendo questi servizi più accessibili, può in parte compensare queste carenze”.

“Numerosi studi – spiega il working paper pubblicato da Via Nazionale – mostrano che la bassa offerta di lavoro femminile in Italia riflette anche i costi elevati e la difficoltà di reperimento di servizi domestici e assistenziali”.

Le donne italiane, “anche quelle occupate, dedicano alle attività domestiche una quantità di tempo ampiamente superiore a quelle registrate negli altri principali paesi europei”. C’è inoltre “ampia evidenza che le lavoratrici straniere, soprattutto di alcuni specifici paesi di origine, tendano a concentrarsi nei servizi alle famiglie”. Pertanto “la crescita dei flussi migratori determinerebbe un incremento dell’offerta di questi servizi e un abbassamento del loro costo”.

I dati Istat del periodo 2006-08, evidenziano i due studiosi, mostrano che “un incremento dell’1% dell’incidenza delle donne straniere specializzate in servizi domestici sulla popolazione femminile complessiva determina un aumento medio delle ore lavorate dalle italiane di circa 20 minuti a settimana, a fronte di una media di circa 33 ore.

Il risultato è più forte per le donne più istruite (circa mezzora in più) che, verosimilmente, hanno un maggiore costo-opportunità del tempo, poichè ricevono in media salari più elevati”.

“A conferma – aggiunge il paper – che l’effetto stimato riflette la sostituzione di lavoro domestico delle italiane con l’acquisto di servizi per le famiglie offerti dalle immigrate, si osserva che l’effetto positivo stimato per le italiane è più marcato per quelle con figli piccoli, non si estende all’offerta di lavoro degli uomini italiani (tipicamente meno coinvolti nella produzione di servizi domestici), e si annulla se si considera l’offerta di lavoratrici straniere non specializzate in servizi domestici”. Inoltre, l’impatto è più forte dove “l’offerta di servizi assistenziali offerti dal settore pubblico, come la cura di bambini e anziani, è meno sviluppata”. (APCOM)

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