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Criminalità organizzata, progetto di parere approvato in Comm. Femm

La Commissione Donne e Uguaglianza di Genere (FEMM) ha approvato nel corso della riunione del 25 maggio il progetto di parere  sulla criminalità organizzata da me proposto, con 29 voti a favore e 2 astensioni.

Il parere andrà ad integrarsi al rapporto sulla Criminalità organizzata dell’on. Sonia Alfano attualmente in discussione in Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.

I punti principali del parere ve li elenco qui di seguito:

- donne sono principali vittime, dirette e indirette, della criminalità organizzata.

-  donne possono eventualmente però anche svolgere un ruolo attivo in certe forme di criminalità, in particolar modo nei reati contro la persona e nel contrabbando di stupefacenti e possono svolgere duplice ruolo di vittime e complici in gruppi di criminalità organizzata come le mafie.

-  donne hanno sempre più un ruolo anche di impegno nella lotta alla criminalità organizzata – magistratura, forse dell’ordine, professione forense, organizzazioni società civile.

Il parere invita gli Stati membri a potenziare la prevenzione e la repressione della criminalità organizzata attraverso alcune misure specifiche attente al genere:

- formazione multidisciplinare per gli operatori

- promozione cultura della legalità

- scambio di buone prassi

- campagne di sensibilizzazione, rivolte anche a comunità oggetto di discriminazione multipla

- assistenza effettiva e misure di supporto per le vittime, con particolare attenzione alle esigenze delle giovani e delle donne

- monitoraggio e prevenzione di forme di pubblicità riconducibile alla prestazione di servizi connessi al traffico e allo sfruttamento di esseri umani.

 

Il parere inoltre ricorda la Direttiva 2011/36/EU di recente approvazione (link http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:101:0001:0011:IT:PDF ) sulla prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e la prevenzione delle vittime ricordando anche la figura del coordinatore antitratta dell’Unione europea che garantirà un’impostazione coerente a livello Ue.

Viene inoltre chiesto lo sviluppo a livello Ue di un quadro legislativo completo per la tutela delle vittime, dei testimoni, dei familiari, dei collaboratori di giustizia e misure efficaci per la loro protezione, con una particolate attenzione alle donne che vogliono dissociarsi dalla criminalità organizzata.

Chiede, infine, agli Stati membri a prevedere appropriate sanzioni penali commisurate alla gravità della fattispecie per gli utenti di servizi che siano oggetto di sfruttamento della tratta di esseri umani.

 

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