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Classe Aperta: “Politiche europee e cultura” con Silvia Costa – Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali Lunedì 17 dicembre 2018 ore 10.30 MiBAC Sala della Crociera – Via del Collegio Romano 27, Roma

Classe Aperta

“Politiche europee e cultura”

con Silvia Costa 

Introduce Carla Di Francesco

Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali

Lunedì 17 dicembre 2018 ore 10.30

MiBAC Sala della Crociera – Via del Collegio Romano 27, Roma

RSVP segreteria@fondazionescuolapatrimonio.it
entro martedì 11 dicembre 2018

 

Secondo appuntamento del Ciclo Classi Aperte del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020
con Silvia Costa: “Politiche Europee e Cultura”

Lunedì 17 dicembre 2018, presso la Sala della Crociera al MIBAC, si terrà il secondo appuntamento del
Ciclo Classi Aperte promosso nell’ambito del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020, organizzato dalla
Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali.

Dopo un’introduzione di Carla Di Francesco, Direttore della Fondazione e già Segretario Generale MIBAC, l’On. Silvia Costa affronterà il tema “Politiche Europee e Cultura”, partendo dall’assioma che è necessario costruire una diplomazia culturale in grado di affidare all’Europa un ruolo di primo piano nello scacchiere globale e facendo una sintesi dei risultati dell’Anno Europeo del Patrimonio, con cui si sono voluti mettere al centro delle politiche europee la cultura, il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale e il dialogo interculturale​. 

Come tutti gli appuntamenti del Ciclo Classi Aperte – iniziato il 19 ottobre con Michele Ainis – sarà questa l’occasione per affrontare un tema di particolare rilevanza, che la Fondazione ha il piacere di condividere con una platea di ospiti e addetti ai lavori, oltre che con i partecipanti del Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020.

A gennaio prenderà avvio anche il Ciclo Libri Aperti, nella logica di un’offerta formativa integrata su temi della amministrazione e del management del patrimonio culturale, con un primo appuntamento in cui sarà presentato il libro di Luca Zan dell’Università di Bologna “Heritage Sites in Contemporary China: Cultural Policies and Management Practices”.

La Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali sperimenta una formazione finalizzata a costruire una comune cultura della responsabilità direttiva di chi opera nel settore del patrimonio culturale. A tal fine, il programma del Corso Scuola del Patrimonio prevede una decisa integrazione fra competenze tradizionali, competenze innovative legate ai mutamenti in atto nelle società contemporanee e negli specifici settori di riferimento, competenze trasversali come la gestione e amministrazione della tutela, della ricerca e della valorizzazione del patrimonio culturale.

La Fondazione agisce nella convinzione che solo sul nucleo solido delle conoscenze tecnico-scientifiche,
acquisito grazie alla formazione universitaria di livello avanzato (Scuola di Specializzazione o Dottorato di Ricerca), possano innestarsi sia saperi ulteriori provenienti da discipline e ambiti diversi, sia la trasmissione delle conoscenze maturate nel contesto concreto della ricerca, della tutela, dell’amministrazione, della gestione e della valorizzazione nel settore del patrimonio culturale.

La Fondazione è aperta a diverse discipline e a differenti orientamenti culturali e scientifici, e essere dotata di particolare autonomia. Opera infatti nell’area delle attribuzioni del Ministero dei beni e delle attività culturali, ma è gestita da una Fondazione di diritto privato cui potranno partecipare altri soggetti pubblici e privati.

Il primo Corso Scuola del Patrimonio 2018-2020 è iniziato lunedì 1° ottobre 2018 alla significativa presenza di Stefano De Caro, già Direttore Generale ICCROM, che ha tenuto la lezione di apertura sul “La «nuova» FONDAZIONE SCUOLA DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI Scuola del Patrimonio nel contesto delle esperienze internazionali”.

Il Corso forma alle funzioni direttive nei seguenti ambiti: Gestione della Tutela del Patrimonio Culturale, Gestione di Musei e Poli museali, Data Management-Archivi, Data Management-Biblioteche, Sviluppo territoriale e Arte contemporanea. Il Corso, che prevede un impegno a tempo pieno, ha durata biennale ed è seguito da 18 allievi (scelti sulla base di 400 candidature).

Pochi e brevi insegnamenti di base/teorici, impartiti anch'essi attraverso studi di caso, affiancano numerosi seminari ed esercitazioni, che permettono ai partecipanti sia di acquisire conoscenze e competenze sia di stabilire un contatto diretto con potenziali ambiti lavorativi. La internship della durata di un anno (presso uno dei nodi dell’amministrazione pubblica del patrimonio culturale o presso altri soggetti pubblici o privati) offre all’allievo la possibilità di condurre un progetto di ricerca (concordato con l’ente presso il quale si svolge il periodo di internship) entro un concreto contesto lavorativo e a contatto con operatori esperti.

Nei primi due mesi del corso “Scuola del Patrimonio”, iniziato il 1 ottobre 2018, i 18 allievi hanno
frequentato un programma di attività secondo un piano di studi innovativo, che affianca alle lezioni incontri seminariali ed esercitazioni volti a stimolare la riflessione e l’operatività su casi concreti. Al precorso, finalizzato a fornire competenze di base necessarie per la gestione del patrimonio culturale, sono finora seguiti gli approfondimenti nel campo delle discipline storiche e giuridico-amministrative, per un totale di 171 ore di didattica svolte. I 28 docenti finora coinvolti si segnalano per l’elevato profilo nel campo dei beni culturali, maturato in ambito MiBAC (come Margherita Guccione, direttore del Museo di architettura moderna e contemporanea del MAXXI), in quello universitario (come Roberto Cavallo Perin, professore ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Torino) o nel mondo del privati che operano sul patrimonio culturale (come Rosanna Cappelli, direttore generale della divisione Arte, Mostre e Musei di Electa). Con i loro interventi ha dunque preso il via il percorso formativo biennale della Scuola, che riconosce nella trasversalità delle conoscenze il proprio principio ispiratore.
A.A. 2018-2019 – I anno del corso biennale “Scuola del Patrimonio”:
 18 allievi
 1000 ore di didattica previste (85 ore di precorso + 715 ore di modulo comune + 200 ore di modulo
specialistico)
 171 ore di didattica svolte nel periodo 01/10/2018-30/11/2018, con la partecipazione di 28 docenti.

Oltre a questo Corso, la Fondazione concorre con Corsi di Formazione continua all’aggiornamento e alla
ulteriore qualificazione degli esperti che già operano nell’ambito del patrimonio culturale e alla formazione iniziale di coloro che cominciano ad operarvi, in ambito pubblico, privato, statale e territoriale. Tali programmi di formazione continua e di formazione iniziale sono elaborati, anche su richiesta di enti e istituzioni, sulla base delle esigenze specifiche dei soggetti interessati e in ragione dei diversi gradi di esperienza nel settore.

La Fondazione prevede inoltre l’avvio nel 2019 di un altro Corso, l’International School of Cultural
Heritage, con cui intende diffondere al livello internazionale il modello formativo italiano e creare una
piattaforma internazionale di collaborazione finalizzata allo scambio e alla condivisione di modelli e
prassi di successo, per il miglioramento delle condizioni di gestione del patrimonio culturale dei Paesi
esteri. Questo Corso è rivolto a 20 giovani operatori del settore stranieri, selezionati in accordo con i
governi dei Paesi coinvolti, e verrà attuato in stretta collaborazione con il MAECI.

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