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Buzek, applausi di fine mandato Da gennaio tocca a Schulz

Nel suo ultimo discorso da presidente del Parlamento europeo durante la sessione plenaria di questa settimana, Jerzy Buzek ha dichiarato che l’Europa “è stata costruita sulla base di un sogno che oggi non abbiamo il diritto di buttare via”. Ha richiamato all’unità sollecitando i deputati a battersi per uscire dalla crisi. Perché “per essere forti bisogna impegnarsi ogni giorno per un’Europa comune” e per un nuovo trattato.

Nel discorso di addio ai deputati, il presidente uscente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, ha parlato delle grandi sfide che l’Unione e il Parlamento hanno affrontato negli ultimi due anni e mezzo di mandato, ricordando quanto l’UE era impreparata ad affrontare questo periodo di crisi. “Non abbiamo preso abbastanza precauzioni per difendere la nostra comunità dagli ostacoli di oggi. La protezione degli interessi nazionali ha cominciato a erodere i nostri valori. e oggi l’Unione si muove verso una profonda crisi politica, fisiologica ed economica”. Trovare una risposta a questa tragedia deve essere la priorità principale del Parlamento europeo.

 

Un’economia in crisi, un mondo in movimento

Il recente “six pack” sulla politica economica e la sorveglianza budgetaria sono un esempio di riforme approvate durante il suo mandato, ma, come ricordato dal presidente Buzek, la trasparenza nella politica di bilancio è stata solo una parte delle richieste del Parlamento. “Ho spesso cercato di sottolineare la necessità di completare il mercato interno e rilanciare la crescita”, ha aggiunto. “Il Parlamento ha chiesto più investimenti per la ricerca, lo sviluppo e le tecnologie verdi”, come anche per la creazione della Comunità energetica europea, progetto per il quale Buzek si è investito in prima persona.

Rispetto alla politica internazionale, il presidente Buzek ha sottolineato l’importanza del Parlamento all’interno dell’Unione: un “faro” per gli ideali di libertà e democrazia. “Quando ho parlato con i manifestanti della piazza Tahrir al Cairo e agli attivisti per la libertà della piazza dei Martiri a Tripoli, mi hanno detto grazie Europa “.
All’interno dei confini europei ci sono state altre altrettante rivoluzioni e il presidente Buzek si è rivolto tanto ai governi nazionali quanto direttamente ai cittadini. Non ci sono contraddizioni nell’essere un buon cittadino europeo e del proprio paese allo stesso tempo: “l’Europa permette di scoprire la magia del mondo” e “essere un buon cittadino della propria città, regione e paese, e del proprio continente”, perché “fare parte del nostro spazio europeo significa fare parte del proprio spazio”.

Il Parlamento stesso è cambiato durante questo periodo. L’introduzione del trattato di Lisbona gli ha conferito pieni poteri di co-legislatore con i governi nazionali (attraverso il Consiglio). Ovviamente “a più potere corrispondono più responsabilità” ed è stato introdotto “un nuovo Codice di condotta per i deputati applaudito per la sua forza e trasparenza”.

 

“La perdita di senso”

“Il problema reale è la mancanza di fiducia reciproca e la perdita di senso”. In un periodo in cui “nessuno nessun paese è un’isola”, il presidente del Parlamento europeo ha avvertito che “chi sta fuori dal gioco non può aspettarsi di avere un ruolo principale” e ha espresso la speranza che le frizioni legate alle recenti discussioni legate al trattato intergovernamentale invitino ad utilizzare “sempre più spesso, e non il contrario, il trattato di Lisbona e il metodo comunitario”. Ha inoltre invitato il Parlamento ad essere ancora più presente in queste decisioni.

Ha anche richiesto di passare ad “una nuova fase dell’integrazione politica (…) ed economica”, “un’unione fiscale ed economica reale” nel quadro di un reale spirito di cooperazione, un nuovo trattato per l’Europa, nel quale “quelli che pensano al profitto dovranno anche pensare ai valori. Quelli che guadagnano di più devono agire con responsabilità. Quelli che si preoccupano della propria ricchezza devono preoccuparsi anche del principio di equità, e quelli che credono nella competizione devono credere anche nella giustizia”.

“Come presidente del Parlamento europeo ho lavorato per voi e i cittadini europei”, ha concluso. “L’Unione europea è un di un valore inestimabile per il quale vale la pena lavorare e vivere. Ma questo valore esisterà se rimaniamo uniti”. “È questa l’Europa per cui mi batterò sempre con energia e determinazione”.

Il presidente Buzek terminerà ufficialmente il suo mandato il 17 gennaio 2012. Gli succederà l’europarlamentare tedesco Martin Schulz (S&D).

 

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