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Bulgaria e Romania pronte ad entrare nell’area Schengen

Il Parlamento ha dato oggi il via libera all’entrata nello spazio Schengen senza frontiere di Bulgaria e Romania. I deputati precisano che, in base alle relazioni di valutazione, i due Paesi hanno soddisfatto le condizioni necessarie. Tuttavia, il Parlamento dovrà essere informato sulle ulteriori misure da adottare nell’area Bulgaria-Turchia-Grecia per poter rispondere al possibile forte incremento della pressione migratoria. Il parere del Parlamento europeo sarà ora inviato ai ministri dell’Interno dell’UE, che si riuniranno domani a Lussemburgo.

Dopo aver esaminato le valutazioni sui progressi dei due Stati membri nonché i risultati delle visite di valutazione da parte di gruppi di esperti, i deputati hanno concluso che, sebbene alcune questioni siano ancora aperte e in futuro dovranno essere seguite da vicino con regolarità, esse non costituiscono un ostacolo alla piena adesione a Schengen di Bulgaria e Romania.

Nel dibattito in Aula, il relatore Carlos Coelho (PPE, PT), ha dichiarato che “siamo in grado di accogliere la Bulgaria e la Romania nell’area Schengen e auspico che il Consiglio adotterà la stessa posizione non appena riceverà il nostro parere favorevole (…). I cittadini dei due paesi dovrebbero essere trattati come cittadini europei al 100% e non dovrebbero essere alla mercé di discorsi populistici”.

Zona di frontiera Bulgaria-Turchia-Grecia

Il relatore ha sottolineato che si dovrebbe tuttavia tener conto del fatto che l’area Bulgaria-Turchia-Grecia rappresenta una delle zone più sensibili delle frontiere esterne dell’UE. Ciò rende necessario che la Bulgaria adotti alcune misure addizionali, vale a dire prepari un piano speciale contenente le azioni da attuare al momento di entrare in Schengen e anche un approccio comune con Grecia e Turchia per poter rispondere al possibile forte aumento della pressione migratoria.

I deputati hanno approvato un emendamento che invita gli Stati membri interessati a informare per iscritto il Parlamento europeo e il Consiglio, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della decisione di integrazione, sull’attuazione di tali misure supplementari e su eventuali carenze

I prossimi passi

Verificare che i nuovi membri abbiano soddisfatto tutti i requisiti di Schengen (controllo di terra, mare e le frontiere aeree, il rilascio dei visti, cooperazione di polizia, la disponibilità a connettersi e utilizzare il Sistema d’informazione Schengen e protezione dei dati), è un presupposto per il Consiglio dei Ministri per decidere, previa consultazione del Parlamento europeo, di abolire i controlli alle frontiere interne con gli Stati membri.

Il parere del Parlamento europeo, approvato con 487 voti a favore, 77 contrari e 29 astensioni, sarà ora trasmesso al Consiglio Giustizia e affari interni” del 9-10 giugno, che discuterà la questione.

Il Presidente del Parlamento, Jerzy Buzek, ha dichiarato che “Schengen rappresenta uno dei più grandi successi raggiunti dall’UE. Non dobbiamo distruggerla con decisioni affrettate. Il sistema Schengen fornisce i più elevati standard di gestione delle frontiere. Romania e Bulgaria oggi hanno soddisfatto tali standard, quindi, non dobbiamo ritardare la loro integrazione. Invito il Consiglio a seguire le raccomandazioni del voto espresso oggi dalla grande maggioranza del Parlamento europeo “.

La decisione di integrazione deve essere presa dal Consiglio, con decisione unanime di tutti i governi degli Stati che fanno già parte dell’area Schengen.

L’area Schengen comprende attualmente 25 membri: 22 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia) e tre paesi associati non UE (Norvegia, Islanda e Svizzera). Il Liechtenstein dovrebbe presto diventare il quarto paese associato.

Attualmente, la libera circolazione è garantita su un territorio che comprende 42.673 km di frontiere marittime e 7.721 km di frontiere terrestri e conta 400 milioni di cittadini.

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