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Bloccare l’accesso della criminalità organizzata ai fondi pubblici

Servono regole più severe per impedire alle organizzazioni di stampo mafioso di accedere ai fondi pubblici, sostiene la risoluzione adottata dal Parlamento martedì. I deputati hanno ribadito la necessità di istituire una commissione speciale incaricata di investigare la negatività dell’impatto sociale ed economico della criminalità organizzata in Europa.

Il crimine organizzato, soprattutto quello di stampo mafioso, sta sfruttando a suo favore la globalizzazione, l’abbattimento delle frontiere nell’UE e le differenze normative tra gli Stati membri, per realizzare profitti sempre più considerevoli e per garantirsi allo stesso tempo l’impunità. La criminalità organizzata ha ormai creato una rete di consenso e di sostegno, con infiltrazioni profonde e consolidate nel mondo della politica, della pubblica amministrazione e dell’economia legale.

“Il crimine organizzato e le mafie rappresentano una delle più grandi minacce per la sicurezza dell’UE. Questa relazione propone una chiara linea di contrasto: confiscare i beni delle organizzazioni criminali e i profitti delle loro attività. Voglio dedicare questo lavoro a tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata e delle mafie e a quelli che hanno sacrificato la loro vita per combatterle” ha dichiarato la relatrice Sonia Alfano (ALDE, IT) nel dibattito precedente al voto.

La risoluzione è stata adottata con 584 voti a favore, 6 contrari e 48 astensioni.

 

Prevenire l’accesso ai fondi pubblici…

Per evitare che fondi comunitari finiscano nelle mani di organizzazioni di stampo mafioso, il Parlamento invita la Commissione ad attivarsi affinché siano stabilite le norme necessarie ad assicurare la piena tracciabilità dei fondi europei da parte delle istituzioni competenti, così come da parte di cittadini e stampa. Particolare attenzione è dedicata alle amministrazioni locali che, secondo quanto sostiene il testo, “sono maggiormente esposte a infiltrazioni da parte del crimine organizzato”.

La Commissione dovrebbe anche predisporre chiare direttive per impedire che imprese legate alla criminalità organizzata e alle mafie partecipino alle gare pubbliche. La piena tracciabilità dei flussi finanziari legati ad appalti pubblici di lavori, forniture e servizi dovrebbe sempre essere garantita, afferma il Parlamento.

 

… e contrastare i patrimoni criminali

La Commissione e gli Stati membri dovrebbero concentrare la loro azione sul contrasto ai patrimoni criminali, compresi quelli che spesso sono occultati attraverso una rete di prestanome, fiancheggiatori, istituzioni politiche e gruppi d’interesse.

Allo stesso modo, bisognerebbe predisporre regole chiare in materia di tracciabilità del denaro in modo da facilitare l’individuazione di fenomeni connessi al riciclaggio di denaro sporco proveniente da attività illecite.

Il volume di affari delle organizzazioni criminali di stampo mafioso che agiscono in Europa è imponente, in particolare se si guarda a quelle italiane per le quali si stimano entrate per almeno 135 miliardi di euro.

 

Una commissione speciale

Entro tre mesi sarà istituita una commissione speciale che valuterà la diffusione delle organizzazioni criminali e delle mafie che agiscono a livello transnazionale. Essa avrà anche il compito di monitorare l’appropriazione di denaro pubblico da parte delle organizzazioni criminali, le loro infiltrazioni nel settore pubblico e lo stato di “contaminazione dell’economia legale e della finanza”.

 

No a deputati mafiosi

Infine, il Parlamento chiede che si adottino nuove regole per assicurare l’esclusione dalle liste elettorali del Parlamento europeo di persone condannate per reati legati alla criminalità organizzata. A tal fine, i gruppi politici europei dovranno adottare codici interni di etica e gli Stati membri dovranno prevedere simili regole per le elezioni nazionali e locali.

 

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