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Franceschini delinea il percorso per la ricostruzione del Paese

”Sono ottimista: abbiamo voltato pagina, col nostro lavoro abbiamo chiuso la stagione del berlusconismo. Il Paese si sta svegliando da quello che era stato venduto come un sogno e che si e’ capito essere un incubo e come tutti i risvegli e’ drammatico: bisogna riscrivere tutto e bisogna farlo oltretutto in un momento di crisi economica, finanziaria e con il frastuono tipico di tutti i grandi momnti di cambiamento. Ma sono ottimista perche’ so che gli italiani danno il meglio quando le cose sono difficili e sono certo che l’Italia trovera’ in fretta la propria strada e che con le idee, con la coerenza nostra, con il sacrificio nostro, sara il Partito Democratico a condurre il Paese lungo quella strada nuova”.

E’ il messaggio di speranza per il futuro lanciato da Dario Franceschini, presidente dei deputati democratici e leader di AreaDem, nel discorso col quale ha aperto a Cortona il quinto convegno dell’area.

Franceschini ha delineato un compito e un percorso di ricostruzione economica, politica, sociale e culturale per ”ridare speranza e un futuro” a larghi strati della popolazione, specialmente i giovani, che si sentono soli e impotenti di fronte alla crisi dalle dimensioni globali. E ”ricostruire” e’ stata la parola piu’ citata da Franceschini in un intervento di alto respiro che lo pone come soggetto di riferimento all’interno del partito, che comincia a predisporsi al congresso, sia all’esterno sulla base di un’idea di governo del Paese e di un ”progetto” per i prossimi venti anni.

Una ricostruzione per la quale Franceschini ha delineato un percorso sintetizzato il 5 parole: ”Taleni, mobilita’, Protezione, qualita’, comunita”’.

Per la prima parola, i talenti, Franceschini ha indicato l’opportunita’ di ”investire sull’intelligenza e sul capitale umano” cosa, ha detto, che e’ la ”vera differenza con la destra. Riferendosi alla scuola, ha ipotizzato l’utilita’ di ”estendere il tempo pieno” ma la sua idea e’ che sia tutto finalizzato a un ”grande investimento culturale” (ad esempio attraverso l’uso delle borse di studio) che faccia accostare sempre piu’ i giovani alla realta’ europea. In proposito ha auspicato anche la realizzazione di un ”liceo europeo” che permetta un inserimento che vada ben oltre i confini nazionali.

Mobilita’ e’ la seconda parola proposta: Franceschini ha sottolineato come in un mondo dove tutto e’ velocita’ e corsa ”l’Italia appare immobile” con provvedimenti che guardano solo al presente e ispirati spesso ad una societa’ che non c’e’ piu’. Ed e’ cosi’, ha spiegato, che si guarda ai giovani e alle loro aspirazioni come quelli di 40 anni fa che cercavano il lavoro fisso vicino casa per tutta la vita. Ma oggi questa societa’ non c’e’ piu’ e i giovani che prima non conoscevano il mondo, oggi viaggiano e attraverso internet si accorgono delle differenze tra l’Italia e gli altri Paesi, si rendono conto dell’immobilismo e delle differnze a loro sfavore. Il problema quindi per Franceschini e’ quello di aiutare la mobilita’ con forme di sostegno sociale anche di aiuto all’affitto delle case che diversamente dalla proprieta’ permettono una mobilita’ anche tra le diverse aree italiane. Protezione e’ la terza parole indicata e sottesa ad un diverso sistema di welfare. Riferendosi in particolare al lavoro, Franceschini ha detto di pensare a ”diritti universali comuni a tutti lavoratori” sopra ai quali si puo’ poi innestare un discorso sulla flessibilita’. Franceschini ha fatto l’esempio del ”salario minimo sotto il quale non si possa andare perche’ significa sfruttamento”. Come conseguenza naturale si devono poi ipotizzare ”ammortizzatori sociali per tutti” perche’ ”non e’ possibile che ci sia una parte della popolazione senza assistenza”. Ma in questo momento per il leader di AreaDem la preoccupazione principale deve andare a ”sussidi per la poverta’ assoluta” di cui ”nessuno parla, se non le organizzazioni di volontariato”. Si tratta, ha spiegato di persone cadute in poverta’ che non hanno piu’ niente e che si rivolgono alle organizzazioni caritative per potere mangiare.

A queste poverta’ assolute -ha detto Franceschini- va destinato il recupero dell’evasione fiscale.

La quarta parola proposta e’ stata qualita’. In sostanza Franceschini ha sostenuto che per la ripresa occorre puntare sul patrimonio di arte, cultura e bellezza ”che nessuno ci puo’ copiare” e che puo’ rappresentare un elemento decisivo per il rilancio della produzione del nostro paese. In questo ambito, ha aggiunto, rientra tutto un settore economico che fa leva sulla capacita’ italiana di produrre e di innovare rispetto ad una produzione indifferenziata del mercato globale. Come esempi ha indicato la green economy, sia a livello industriale sia agricolo con ruolo particolare della piccola e media impresa e dell’artigianato. Una qualita’ che porti ad investire su treni e tram piuttosto che sull’auto e i parcheggi. Quindi diverse scelte di vita sociale e una politica di incentivi non piu’ a pioggia ma su criteri mirati.

Comunita’ e’ la quinta parola proposta. Comunita’, ha spiegato Franceschini a fronte dell’egoismo proposto dalla destra e a fronte di una concezione sociale che punta sull’individualismo e che prevede come molla sociale il diventare famoso. Non e’ un caso, ha fatto osservare, che migliaia di ragazzi e ragazze si presntino ad ogni casting per trasmissioni televisive e che gli insegnanti, specie i maestri, vengano offesi dagli studenti e spesso anche dai loro genitori ”perche’ quadagnano poco e sono visti come dei falliti”. Come corollario Franceschini indica anche la necessita’ di ricostruire una ”identita’ nazionale” ma anche quella locale, comunale e provinciale.

Al fondo di tutto, per Franceschini bisogna recuperare una ”cultura valoriale” e ”fare capire che Paese vogliamo per i prossimi 20 anni”. Se per tanti anni Berlusconi e’ stato il collante per la destra ”ma anche per i tentativi piu’ nobili nostri, come l’Ulivo del ’96 e la nascita del Pd, come reazione”, oggi ha detto Franceschini il collante va trovato ”sull’idea di Paese”.

Un compito che Franceschini assegna al Pd (inedito ”luogo di mescolamento”) e in particolare ad AreaDem (”che deve diventare ancor piu’ luogo di innovazione”) che vuole ”garantire l’unita’ del partito, cosa che continueremo a fare sostenendo lealmente il segretario”. (ASCA, 13 aprile 2012)


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