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Industrie culturali, commissione Cult approva parere su Libro Verde: a maggio il voto in aula

Stamattina a Bruxelles  in Commissione Cultura del Parlamento europeo abbiamo approvato il parere sul Libro Verde “Industrie Creative e Culturali, un potenziare da sfruttare”, articolando i contenuti e fissando il percorso del provvedimento, che ora sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento europeo nel corso della sessione plenaria che si svolgerà dal 9 al 12 maggio prossimi.

C’è sostanziale condivisione tra le parti politiche sul potenziale che le industrie creative e culturali possono dare al rilancio dell’economia europea, di cui costituiscono una peculiarità competitiva, riconosciuta ed ammirata nel mondo, fonte del 2,6% del PIL europeo, costituendo al tempo stesso  un forte fattore di coesione sociale, nel rispetto delle diversità delle nostre lingue e culture.

Grazie al contributo degli operatori e delle istituzioni italiane, che ho consultato con continuità, ho presentato 48 emendamenti forti, che sono stati accolti quasi integralmente sottolineando che si tratta di economie duali, dove forte rimane la responsabilità di sostegno da parte degli Stati membri, ed al tempo stesso  si  impone l’applicazione dei dispositivi tipici della PMI, come l’accesso agevolato al credito bancario, i micro finanziamenti, gli ammortizzatori sociali, l’aliquota IVA uniforme e ridotta, la difesa del copyright, pur in forme che incoraggino l’utenza estesa e facile.

Le risorse scarseggiano, dunque ho proposto con successo di agganciare le ICC ai programmi europei più finanziati, come l’Agenda digitale, utile al comparto cinema ed in particolare alla digitalizzazione delle sale, l’8° Programma quadro per la ricerca, i Fondi regionali, a sottolineare la tipica incubazione locale di questo tipo di imprese, ed anche il Fondo Sociale europeo. L’appartenenza  di creativi e artisti alla categoria delle Imprese, che lascia perplesso qualcuno, va collocata nel quadro della Risoluzione europea  del febbraio 2009 sull’economia sociale, che vi include anche il settore no-profit, le Fondazioni e le associazioni. Ho potuto ottenere anche che il turismo culturale, l’artigianato artistico e la moda siano inclusi nell’elenco delle ICC, assicurando un collegamento che è già parte della vita quotidiana di quelle imprese. Inclusione nel mondo dell’impresa non significa omologazione : lo Statuto dell’Artista, così come lo identifica l’UNESCO, dovrà essere garantito e adottato dai paesi membri europei che ancora non vi hanno provveduto.

Il Libro Verde continua così il suo percorso che, in virtù di altri emendamenti  che ho presentato e che sono stati approvati nella votazione odierna, chiede alla Commissione di andare oltre, facendo tesoro dei tavoli già esistenti (Alleanza europea delle industrie creative e probabile apertura di un “Metodo aperto di coordinamento”) e redigendo un testo che impegni maggiormente gli Stati membri (Libro bianco).

 

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