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Approvato il nuovo codice di condotta per gli europarlamentari

Un nuovo Codice di condotta per i membri del Parlamento europeo è stato approvato giovedì scorso in Parlamento. Il codice stabilisce norme e principi che i deputati dovranno rispettare nei loro contatti esterni, in modo da evitare conflitti d’interesse.

Il nuovo nonché primo Codice di condotta per i deputati europei sarà un forte scudo contro comportamenti contrari all’etica e un grande passo in avanti rispetto alla situazione attuale. “Mi felicito del largo consenso in favore del codice, preparato nel tempo record di 10 settimane. Oggi è il secondo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, un giorno perfetto per adottare il codice: più poteri significano una maggiore responsabilità”, ha detto Jerzy Buzek, Presidente del Parlamento europeo.

“Il grande consenso espresso dai deputati europei al nuovo Codice di condotta ha un valore simbolico che non può essere ignorato. All’esterno, esso prova all’opinione pubblica che il Parlamento europeo è uno strumento trasparente per servire il bene comune e per costruire l’Europa su linee di libertà e di giustizia; per altri versi esso esprime un rinnovato e personale impegno dei parlamentari nei confronti della comunità che lo ha eletto”, ha dichiarato Carlo Casini (PPE, IT), Presidente della commissione affari costituzionali, prima del voto.

La trasparenza è il principio guida del codice. D’ora in avanti, i deputati saranno tenuti a presentare una dichiarazione d’interessi trasparente su tutte le loro attività remunerate praticate al di fuori del Parlamento e l’ammontare dei guadagni, così come il resoconto di qualsiasi altra funzione che potrebbe generare un conflitto d’interessi. Il codice introduce anche il divieto esplicito di ricevere pagamenti o altri compensi al fine di influenzare le decisioni parlamentari. Ci sono inoltre regole chiare sull’accettazione di regali e sulla posizione di tutti gli ex deputati che lavorano come lobbisti.

 

Dichiarazione finanziaria

I deputati dovranno dichiarare, pubblicamente e online, ogni attività professionale svolta nei tre anni precedenti le elezioni, così come l’appartenenza a qualsiasi consiglio aziendale, ONG e/o associazione durante tale periodo o nel presente.

Qualsiasi attività remunerata intrapresa durante la durata del mandato, tra cui la stesura, la formulazione di pareri e consigli forniti come esperti, anche se occasionale, dovrà essere resa pubblica, nel caso di compensi superiori ai 5.000 euro l’anno. Sostegni finanziari di qualsiasi natura e interessi finanziari che potrebbero causare un conflitto d’interessi dovranno anche essere resi pubblici. Qualsiasi modifica alla dichiarazione dovrà essere notificata entro 30 giorni e in caso di mancato adempimento, il deputato non sarà più idoneo a ricoprire cariche in seno al Parlamento.

 

Regali

Ogni regalo o beneficio di valore superiore a €150 donato a un deputato durante l’esecuzione del suo mandato dovrà essere rifiutato o, se accettato nelle vesti di rappresentante ufficiale del Parlamento, dovrà essere trasmesso al Presidente del Parlamento. Il rimborso dei costi diretti, ossia le spese per l’alloggio, il viaggio e il sostentamento, non sarà considerato un dono, nel caso in cui si partecipi a un evento in seguito a un invito ufficiale.

 

Sanzioni

In caso di violazione del codice, su decisione del Presidente e previo parere del comitato consultivo, un deputato potrà essere sanzionato con un richiamo verbale, una perdita dell’indennità giornaliera da due fino a 10 giorni, la sospensione temporanea dalle attività del Parlamento per un massimo di 10 giorni (senza però sospensione del diritto di voto), la perdita del ruolo di relatore o di altre cariche elettive in seno al PE (per le ultime due sanzioni, una decisione di conferma del Presidente è necessaria). Le eventuali sanzioni saranno pubblicate sul sito web del Parlamento.

 

Ex deputati

Gli ex deputati che inizino a lavorare come lobbisti in un campo direttamente collegato all’azione dell’Unione europea, non potranno beneficiare delle strutture diversamente previste, durante il periodo in cui svolgono tale attività.

 

Un comitato consultivo

Un comitato consultivo fornirà indicazioni ai deputati e consiglierà al Presidente le misure da adottare in caso di violazioni del codice.

 

I prossimi passi

L’Ufficio di Presidenza del Parlamento europeo fisserà le misure per l’attuazione del codice di condotta, e in particolare per l’introduzione di una procedura di controllo.

Il Codice di condotta è stato approvato con 619 voti a favore, 2 contrari e 6 astenuti. Le nuove regole entreranno in vigore il 1° gennaio 2012.

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