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Tutela dei minori nel mondo digitale, approvata relazione Costa

Dopo il passaggio in Commissione Cultura lo scorso ottobre, il Parlamento Europeo ha approvato oggi la Relazione su mondo digitale e minori di Silvia Costa, contenente indicazioni alla Commissione Europea e agli Stati membri sul rafforzamento e il coordinamento degli interventi e delle misure di prevenzione e contrasto ai  contenuti e ai comportamenti illeciti e pericolosi, ma anche sulla promozione della piena cittadinanza realizzata attraverso l’accesso, l’educazione e la partecipazione attiva e critica degli adolescenti.

«La penetrazione di Internet tra i bambini e gli adolescenti europei  è cresciuta in misura esponenziale, con una velocità che supera la capacità del legislatore, tanto nazionale che europeo, di stare al passo con le problematiche che essa pone», ha spiegato nel suo intervento l’eurodeputata Silvia Costa, relatrice del documento. «Il rapporto tra minori e strumenti e servizi digitali – prosegue Costa – è strettissimo, crescente e strutturante la loro personalità e la loro modalità di relazione con il mondo esterno. Le giovani generazioni vivono con internet in una sorta di simbiosi; già nel 2009 l’età media del primo accesso alla rete si aggirava intorno a 9 anni, ma il fatto stesso che si tratti di una media ci indica che esistono casi di accesso molto più precoce, nei quali i primi passi su internet vengono fatti ancora prima di imparare a leggere e a scrivere».

La Commissione Europea, da parte sua, sembra aver colto l’urgenza di un approccio più sistematico a questi temi con la Comunicazione dello scorso maggio “Strategia europea per un’internet migliore per i ragazzi“, di cui la relazione di Silvia Costa condivide molti spunti e che integra con alcuni specifici indirizzi: il monitoraggio coordinato dei codici di comportamento per operatori e provider di servizi digitali e internet, la verifica e il rifinanziamento del programma Safer Internet, la fortecollaborazione con le associazioni e la spinta per il varo di eventuali misure legislative qualora l’autoregolamentazione del settore non dovesse raggiungere il suo scopo.

Punto focale della relazione di Silvia Costa la collocazione dei diritti del bambino come tema trasversale in tutte le politiche UE«In questo senso – dichiara Costa - sostengo l’inserimento di un capitolo sui minori nella proposta di direttiva della Commissaria Reding sulla tutela dei dati personali e del “diritto all’oblio”, anche per prevenire e combattere forme di sfruttamento e di precoce profilazione commerciale».

Non solo protezione, ma anche promozione delle opportunità del digitale per bambini e adolescenti, nella Relazione di Silvia Costa che osserva: «A 23 anni dalla firma della Convenzione ONU il mondo digitale diventa la nuova frontiera dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: il Legislatore, europeo e nazionale, ha l’obbligo di seguire con attenzione queste trasformazioni cui la rete concorre così significativamente  e di  predisporre strumenti che non solo tutelino i minori ma che li accompagnino in un percorso di consapevolezza e ne promuovano la piena cittadinanza».

 

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