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Anno Ue patrimonio, Costa: Sia l’avvio di una nuova, grande policy culturale

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Presentazione del numero speciale di Cartaditalia sull’Anno europeo del patrimonio culturale alla Treccani con Bray, Sacco, Grossi e De Luca

Roma 9 maggio 2018

“Noi chiediamo che questo Anno europeo per il patrimonio culturale non sia solo ‘un anno’, ma rappresenti l’avvio di una nuova, grande policy culturale. La sfida è grandissima”. È l’appello lanciato da Silvia Costa nel corso della conferenza di presentazione nella sede della Treccani del numero speciale di ‘Cartaditalia’, rivista semestrale impegnata a cercare di tracciare cartografie di aree della cultura contemporanea. Questo numero speciale è dedicato al 2018, proclamato dall’Unione Europea ‘Anno europeo del patrimonio culturale’. Un’impresa, quella di parlare dell’Anno europeo del patrimonio culturale, che, per quanto difficile da realizzare, vista la complessità e la varietà delle implicazioni che la “questione patrimonio” mette in gioco, è parsa pienamente in linea con le ambizioni della rivista. Con il tutto nato proprio da una conversazione tra Silvia Costa e il direttore della rivista Paolo Grossi.

Alla presentazione hanno partecipato il padrone di casa alla Treccani Massimo Bray e Pier Luigi Sacco, special advisor all’Anno europeo della patrimonio culturale per il commissario europeo Tibor Navracsics, Martina De Luca del Mibact e Paolo Grossi direttore di Cartaditalia e direttore dell’Istituto italiano di cultura di Bruxelles.

LE RISORSE EUROPEE PER LA CULTURA

Nei giorni scorsi è stato presentato dalla Commissione Juncker il piano finanziario europeo per i prossimi anni (2021-27) e molte risorse destinate alla cultura sono state, almeno sulla carta e nelle grandi cifre, preservate. “Horizon, cioè la ricerca, avrà 92 miliardi di euro e non 72 come il precedente piano finanziario, per Erasmus – noi chiedevamo di triplicare – sono state raddoppiate le risorse con una dotazione di 30 miliardi e, infine, Europa Creativa che riceve qualche stanziamento in più”. Ma qual è la sfida? “È importante che rimanga questo approccio trasversale e orizzontale dentro la ricerca, dentro il settore regionale, dentro la salute, dentro la diplomazia culturale, etc. Noi chiedevamo che si passasse dallo 0,15% del budget europeo per Europa Creativa all’1%: ovviamente non ci siamo. Tuttavia l’Anno europeo ha messo in moto una domanda, un’energia e un’attenzione che saranno tanti intorno al tavolo a fare la battaglia per incrementare le risorse alla cultura.

UNITI NELLA DIVERSITÀ

Oggi, ha aggiunto Silvia Costa, “ci rendiamo conto di dover giocare sul terreno della cultura la sfida dell’essere uniti nella diversità. Occorre dare dignità politica a indirizzi che facciano del patrimonio culturale una grande risorsa. L’Europa deve giocare le sfide politiche globali consapevole di se stessa: la diversità è ricchezza e non solo motivo di conflitto, purché ci sia l’interesse a comunicare le diversità e la consapevolezza che le identità sono poggiate su valori comuni. È per questo che occorre dare forza al ruolo universale che il patrimonio culturale ha nella storia umana come catalizzatore. Di questo l’Italia e il mondo hanno bisogno”.

CARTADITALIA

Nata a Stoccolma nel 2008, in edizione bilingue, italiano/svedese, CARTADITALIA ha ripreso le pubblicazioni nel 2015 a Bruxelles in una nuova veste grafica e in edizione quadrilingue (italiano, francese, neerlandese, inglese). Il programma della nuova serie è quello d’origine: proporre a un pubblico internazionale degli strumenti di orientamento, delle vere e proprie “mappe” (di qui il suo titolo) dei più diversi campi dell’arte e della cultura italiana di oggi. CARTADITALIA, insomma, ambisce a raccontare l’Italia dei primi anni del nuovo millennio attraverso ragionate disamine delle sue manifestazioni artistiche e culturali più qualificate. Di qui deriva la formula adottata, di numeri monografici, affidati volta per volta ai migliori specialisti di ciascuna disciplina.

La realizzazione di questo numero speciale è stato possibile grazie alla collaborazione di molti: dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, che di questo numero è coeditore, alla Direzione Generale per l’Educazione e la Cultura della Commissione europea, dalla Direzione Generale sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero francese dell’Europa e degli Affari Esteri al Goethe-Institut, dalla società Bertelsmann, proprietaria dell’Archivio Storico Ricordi, a Google Arts & Culture.

ANNO EUROPEO DELLA CULTURA

L’obiettivo dell’Anno europeo del patrimonio culturale è quello di incoraggiare il maggior numero di persone a scoprire e lasciarsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell’Europa e rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo. Il motto dell’anno è: “Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”. L’anno vede svolgersi una serie di iniziative e di manifestazioni in tutta Europa per consentire ai cittadini di avvicinarsi e conoscere più a fondo il loro patrimonio culturale. “Il patrimonio culturale – si legge nelle note al convegno – plasma la nostra identità e la nostra vita quotidiana. Ci circonda nelle città e nei borghi d’Europa, quando siamo immersi nei paesaggi naturali o ci troviamo nei siti archeologici”.

“Non si tratta soltanto di letteratura, arte e oggetti, ma anche dell’artigianato appreso dai nostri progenitori, delle storie che raccontiamo ai nostri figli, del cibo che gustiamo in compagnia e dei film che guardiamo per riconoscere noi stessi. Il patrimonio culturale ha un valore universale per ciascuno di noi, per le comunità e le società. È importante conservarlo e trasmetterlo alle generazioni future. Si può pensare al patrimonio come a ‘un qualcosa del passato’ o di statico, ma in realtà si sviluppa attraverso il nostro modo di rapportarci ad esso. Per di più, il nostro patrimonio culturale ha un ruolo importante da svolgere nella costruzione del futuro dell’Europa”.

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