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Accordo aziende-consumatori: no a pubblicità che offende le donne

E’ con grande soddisfazione che sottolineo alla vostra attenzione la notizia dell’adesione di un discreto numero di aziende al “Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile”  promosso dal Comitato Pari o Dispare, anche nella speranza che un sempre maggior numero di aziende decida di aderire a questa importante iniziativa.

S. C.

 

Ecco il testo integrale del Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile promosso da Pari o Dispare, a cui hanno aderito: Accenture, Agos-Ducato, Amplifon, Autogrill,Unilever-Dove, DPO, Enel, Eni, Intesa San Paolo, Johnson & Johnson, Kroll, L’Oréal, Microsoft, Missoni, Olivetti,  Relight, Unicredit, Vodafone.

 

Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile 

Le aziende firmatarie aderiscono, nel quadro di un impegno di Corporate Social Responsibility, al “Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile”, lanciato dal Comitato Pari o Dispare.

Le aziende firmatarie, consapevoli dell’importanza dell’ innovazione e della meritocrazia, ritengono che una rappresentazione delle donne moderna, articolata, che rifletta le molteplici facce della realtà femminile attuale, rispettosa della dignità della persona, possa anche contribuire allo sviluppo del paese e ad un miglior dialogo con le consumatrici e i consumatori.

Non intendono perciò associare il proprio marchio a messaggi discriminatori o degradanti, siano essi espressi in forme dirette o indirette, basati su stereotipi di genere, o che, valutati nel loro contesto, possano esaltare o indurre una qualsiasi forma di violenza contro le donne. Si impegnano pertanto a fare scelte coerenti con tale impegno nelle proprie campagne e iniziative pubblicitarie.

 

 

Il “Manifesto” sottoscritto raccoglie e rilancia sostanzialmente raccomandazioni e risoluzioni più volte espresse dalle Nazioni Unite e dal Parlamento Europeo.

La pubblicità sui vari media è parte della vita quotidiana di tutti, e indirettamente propone modelli interessanti e di rilievo alla cittadinanza tutta, inclusi i minori, i quali stanno costruendosi una propria immagine interiore ed una propria rappresentazione degli adulti e dell’ambiente circostante. È quindi importante che la pubblicità si impegni responsabilmente a non trasmettere messaggi discriminatori o degradanti basati su una concezione stereotipata dei rapporti tra i due generi o messaggi che incitino alla violenza verso le donne. Lo stereotipo di genere è infatti controproducente nella famiglia, nella società, nello stesso mercato del lavoro, nelle professioni e carriere.

Una pubblicità creativa e innovativa può viceversa contribuire all’evoluzione sociale nella direzione di una più realistica ed attuale visione della donna e di una compiuta parità di genere.

 

Qui il sito del Comitato Pari o dispare

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