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Abbandono scolastico, ecco le scuole della “seconda opportunità”

Scuola dell’obbligo fino a 18 anni in tutta l’UE e creazione di scuole della “seconda opportunità” sono tra le misure necessarie per ridurre il tasso di abbandono scolastico, secondo quanto sostengono i deputati. La risoluzione approvata giovedì inoltre invita gli Stati membri a intraprendere riforme educative rivolte ai bambini più esposti all’abbandono scolastico.

Il testo adottato giovedì scorso risponde agli obiettivi previsti nella strategia 2020, che mira a ridurre il tasso di abbandono scolastico sotto il 10%. I deputati sottolineano l’importanza di questa iniziativa per la crescita e la stabilità economica e sociale dell’Unione. Una riduzione dell’1% di tale tasso permetterebbe all’economia europea di avere 500.000 giovani lavoratori qualificati in più ogni anno. Secondo dati recenti, il 52% dei giovani che ha lasciato la scuola senza raggiungere un diploma rimane disoccupato.

 

Soggetti vulnerabili

I soggetti più vulnerabili individuati nella relazione di Mary Honeyball (S&D, UK) sono i bambini provenienti da famiglie di migranti o famiglie povere e disagiate. Sforzi particolari dovrebbero essere fatti per i bambini rom, di cui il 20% non è scolarizzato in alcun modo e il 30% è in abbandono scolastico.

 

Misure proposte

I deputati ritengono che le azioni più efficaci per ridurre la dispersione scolastica potrebbero essere il prolungamento dell’istruzione obbligatoria da 16 a 18 anni e la creazione di scuole della “seconda opportunità” per reinserire i giovani che hanno abbandonato gli studi. Le proposte del Parlamento mirano a un approccio personalizzato e coordinato tra tutti gli attori coinvolti: scuole, enti pubblici, servizi sociali, servizi sanitari. Il rapporto sottolinea gli investimenti necessari a livello nazionale per lo sviluppo delle competenze degli insegnanti.

 

Riforme scolastiche

I parlamentari chiedono una diversificazione nei metodi di apprendimento e sono in favore di metodi di valutazione continua che riconoscano anche le conoscenze acquisite in modo informale per facilitare il rientro nel sistema scolastico. Gli Stati membri sono tenuti a sviluppare un percorso educativo vario che comprenda un’istruzione generale e una formazione professionale (stage, visite ad aziende). Il Parlamento sostiene partenariati tra scuole e imprese locali, sul modello di quelli che già esistono in Spagna.

 

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